ROMA. La crisi finanziaria internazionale avvicina sempre di più il governo e il Pd sulle risposte da dare all'emergenza.
Ma la polemica resta alta sulla manifestazione che i democratici hanno convocato per il 25 ottobre e che la maggioranza chiede di cancellare per non inficiare la collaborazione. Lo sprofondamento delle borse e l'incertezza sul sistema bancario sono il collante che sta cementando una inevitabile «larga intesa» sui provvedimenti che il governo ha deciso di varare a sostegno di banche e risparmiatori e che il Pd sembra sempre più disposto ad appoggiare. Certo, i democratici continuano a criticare il presidente del consiglio, ma più che altro per le sue dichiarazioni a ruota libera, come nel caso dell'ipotizzata sospensione del mercato azionario. Ma sul decreto anti-crisi del governo,il partito di Veltroni non ha molto da eccepire, anzi apre a una sua approvazione comune.
In questo clima di futura collaborazione, fanno sentire la loro voce le colombe come Gianni Letta e Franco Marini, e anche Pier Ferdinando Casini lancia un ramoscello d'ulivo bipartisan. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, in un'intervista a «La Repubblica», chiama le forze politiche alla «coesione nazionale», sulla stessa linea il leader dell'Udc che attraverso il "Corriere" lancia un appello all'unità nazionale nel momento di emergenza dovuto alla crisi internazionale. Marini, per parte sua, intervenendo al convegno dei popolari, invita il Pd a dare un chiaro sì al decreto che il governo presenteràalle Camere e a non rifugiarsi nell'astensione; perchè, mette in evidenza, «la gente è preoccupata e su queste cose non si scherza». Un segnale di disponibilità a un sì bipartisan del decreto viene anche dalla capogruppo democratica al Senato Anna Finocchiaro che, pur censurando Berlusconi, riconosce che «le misure adottate dal governo sono state di rassicurazione e vanno bene».
Le polemiche si spostano sull' opportunità di mantenere la manifestazione del Pd messa in agenda per il 25 ottobre. Veltroni, dopo qualche sbandamento nel partito, l'ha confermata. I democratici spiegano che non sarà una manifestazione contro i provvedimenti per fronteggiare la crisi, ma per mettere in evidenza le proposte del Pd.
Una difficile quadratura del cerchio, che dà modo al centrodestra di insistere affinchè Veltroni cancelli l'appuntamento. La richiesta, del resto, arriva anche dai centristi dell'Udc.