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Pescara, 30/04/2026
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Data: 12/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Apre il palazzo della Regione tra la protesta dei lavoratori e le polemiche aquilane. Precari e campanili rovinano la festa

Il taglio del nastro. Mancino diserta la cerimonia, Roselli getta acqua sul fuoco e promette: presto le torri all'ex Camplone

Taglio del nastro e tappeti rossi hanno fatto da cornice ieri all'inaugurazione della nuova sede del consiglio regionale nel palazzo dell'Auditorium De Cecco in piazza Unione a Pescara. Assente Nicola Mancino, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura perché impegnato altrove. Presenti invece i precari della Regione, che per tutta la mattinata hanno protestato fuori dalla sede. Con tanto di striscioni: "Palazzi nuovi, precari vecchi". A riceverli sono stati il presidente del consiglio regionale Marino Roselli col quale s'incontreranno di nuovo mercoledì prossimo, e il sindaco Luciano D'Alfonso che li ha rassicurati sulla loro futura stabilizzazione. Poi il momento della cerimonia, con autorità civili e militari e la benedizione dell'arcivescovo Tommaso Valentinetti della sala del consiglio al terzo piano dello stabile.
«Dopo 38 anni dalla nascita della Regione -ha esordito Roselli- Pescara si dota di una sede del Consiglio come previsto dallo statuto. Questo palazzo non costa dieci ma cinque milioni di euro ed è un modo per evitare di sprecare denaro in affitti che ci costano ogni anno due milioni di euro». Quanto al progetto delle "due torri" Roselli ha assicurato che si farà il prima possibile nell'area dell'ex Camplone. Il presidente della Provincia Pino De Dominicis invece s'è soffermato sulla polemica campanilistica dei vertici della politica aquilana: «Queste polemiche non sono utili né all'Aquila né all'Abruzzo. Questa sede è solo un modo per risparmiare e non per sperperare». E D'Alfonso: «Pescara vuole essere una sorella dell'Aquila, per la Regione. Quanto all'immediato futuro, lavorerò affinché ci sia l'obbligo per gli eletti alla Regione di raccontare ogni tre mesi quello che hanno fatto. La Regione non può più essere autoreferenziale».
Resta il fatto che l'inaugurazione non ha attenuato le polemiche con l'Aquila, oltre ad aver rafforzato i dubbi di molti alla vista di una struttura ancora incompiuta, tra l'altro con una sala destinata ad ospitare il Consiglio regionale davvero angusta, senza spazio per il pubblico. Insomma, l'impressione di un evento che risente direttamente della prossimità della campagna elettorale è forte: Roselli ha un bel sottolineare che i soldi per acquistare la sede pescarese erano stati stanziati dieci anni fa, dalla Regione guidata dal centrodestra, così com'è anche vero che il centrodestra voleva acquistare Villa de Landerset per farne uffici di rappresentanza del Consiglio regionale, ma questa operazione-risparmio (sugli affitti che oggi la Regione paga a Pescara) maturata a un mese e mezzo dal voto fa comunque pensare. Anche considerando gli intoppi, tecnici e politici, che hanno ritardato e ritardano il progetto delle "due torri". Troppi interrogativi restano sospesi nell'aria.

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