L'AQUILA. Un progetto di legge è stato presentato in commissione. Il nostro obiettivo è di portarlo in Consiglio regionale in una seduta prima della pausa estiva. Comunque, se non ce la dovessimo fare, lo faremo alla ripresa dell'attività». Il presidente del consiglio regionale, Marino Roselli prova così a «tranquillizzare» i dipendenti regionali e l'opinione pubblica. La sorpresa è che il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, ha promulgato la legge sulla diaria dei Consiglieri, legge che sarà presto pubblicata. Un aumento choc della diaria per ogni consigliere regionale di circa 1500 euro netti per spese di rappresentanza da documentare. Un sovrapiù economico dal quale erano nate polemiche e contrapposizioni, tanto che tutti da destra a sinistra avevano giuirato che il provveedimeento sarebbe stato cancellato. Ma così finora non è stato, anzi la legge è passata. In molti in questi giorni si sono chiesti a che punto fosse l'iter per annullare un atto, quello dell'aumento della diaria, criticato aspramente da più parti.
Si era fatta largo anche qualche voce su una possibile conferma o riproposizione della misura. Ebbene, quell'annuncio politico ha avuto un seguito per così dire tecnico: un progetto di legge che prevede l'annullamento è stato presentato alla competente commissione e sta per cominciare il suo iter.
Potrebbe giungere in Consiglio regionale prima della pausa estiva, quindi, in questo mese di luglio. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, che era stato tra coloro che avevano annunciato il ritiro del discusso provvedimento.
«Quell'atto, comunque, non è esecutivo», assicura Roselli, «perché la sua attuazione è rimandata ad un regolamento che naturalmente non sarà mai presentato. Di conseguenza non bisogna preoccuparsi e non bisogna credere alla voci di un iter poco chiaro per riproporre la misura. Politicamente, la maggioranza ha deciso di fare dietrofront e così sarà».
L'aumento della diaria è stata inserita all'ultimo momento durante la riunione del Consiglio regionale, sotto forma di emendamento e votato nel caos. Chiaramente si è trattato di una decisione trasversale in quanto si parlava da tempo della possibilità di continuare in qualche altra forma l'esperienza degli stagisti, i cosiddetti portaborse, introdotti dal centrodestra e finiti all'attenzione delle Iene. Gli stagisti non erano stati riconfermati nel 2005 ma in bilancio era stata accantonata una somma. Proprio quei fondi sarebbero stati utilizzati per finanziare le spese di rappresentanza di 40 consiglieri regionali che già hanno una indennità base di circa 6mila euro al mese, esclusi i gettoni per le presenze ai consigli e alla commissioni.
Ma una volta reso pubblico l'aumento della daria, molti consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione, si sono detti ignari della iniziativa. Soprattutto la minoranza ha accusato il centrosinistra di aver deciso autonomamente la "sveltina".
Dopo qualche giorno furono i 27 consiglieri di maggioranza a decidere il ritiro che è stato annunciato dal presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco.
Non troppo convinti che però le cose andranno a buon fine sono i sindacati dei dipendenti regionali che stanno preparando una memoria da presentare al Governo.
La richiesta al Governo è di impugnare il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale per l'illegittimità di alcuni atti, in particolare quelli in materia di personale. I sindacati ed i dipendenti del Consiglio regionale ripresenteranno l'istanza domani in una riunione con il presidente del Consiglio Roselli nella quale si parlerà della riorganizzazione del personale del Consiglio. «Si affronteranno diversi aspetti lavorativi», fa presente il rappresentante della Rsu Cisl Gianfranco Di Matteo, «spero che a seguito della giornata di confronto ci siano chiarimenti anche sul provvedimento complessivo approvato recentemente, che contiene discutibili misure sul personale».