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Pescara, 30/04/2026
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Data: 14/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco: «Tornerò a fare politica, ma non qui». Sanitopoli/Il Tribunale aquilano: fine degli arresti domiciliari per l'ex governatore, Quarta, Cesarone, Boschetti e Masciarelli

Il Riesame concede l'obbligo di dimora: «C'è ancora la possibilità di compiere attività illecite»

L'AQUILA - La svolta su Sanitopoli è arrivata intorno alle 12 di ieri quando il Riesame ha deciso di affievolire la misura degli arresti domiciliari con quella dell'obbligo di residenza per Ottaviano Del Turco, Camillo Cesarone, Antonio Boschetti, Lamberto Quarta, Giancarlo Masciarelli (l'istanza di Luigi Conga verrà discussa la prossima settimana). I legali avevano impugnato le singole ordinanze con le quali il gip Maria Michela Di Fine, lo scorso 19 settembre, aveva respinto le istanze di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari degli indagati. Nel concedere la libertà agli indagati i giudici Giansaverio Cappa, Giuseppe Romano Gargarella ed Elvira Buzzelli hanno motivato la loro decisione sottolineando il tempo trascorso, non avendo gli indagati più incarichi istituzionali. Dunque non c'è più il pericolo di inquinamento delle prove e «sono venute meno le esigenze cautelari».
Ma il Riesame aggiunge: «Allo stesso tempo però non si può concordare con la difesa degli indagati nel momento in cui arriva ad affermare che tali esigenze sono da ritenersi completamente venute meno. In senso contrario depongono infatti molteplici considerazioni: la pericolosità dimostrata nel porre in essere comportamenti delittuosi di indubbia gravità, aventi durata considerevole nel tempo; agli stessi interessi economici di altissimo livello; nonchè l'avere contribuito a un'organizzazione criminosa di notevolissimo spessore; nè si deve ignorare il fatto che allo stato, malgrado le dimissioni, rimane ancora la possibilità concreta di contatti con l'ambiente politico ed istituzionale di riferimento, sempre ai fini di perseguire nella propria attività di carattere illecito». Su Masciarelli: «La circostanza della cessazione del rapporto professionale con il gruppo Vittorini» non costituisce circostanza idonea «a far ritenere cessata ogni possibilità di tenere comportamenti tali da concretare ulteriori reati della stessa specie, avendo lo stesso in passato dimostrato spiccata capacità a delinquere, come dimostrato dal fatto che egli ha rappresentato il trait-d'-union tra gli appartenenti alle due precedenti amministrazioni regionali, pur se di opposto segno politico coinvolte nell'odierna indagine. Alla luce di tale versatilità nel delinquere il non avere più contatti con il gruppo Vittorini non escude affatto che l'indagato sia in grado di continuare a delinquere».
E in conclusione: «Di conseguenza, valutate le ragioni finora esposte, si deve concludere che, considerata anche la circostanza che gli indagati risultano avere per lo più residenza in Comuni diversi l'uno dal'altro, misura idonea ad ovviare alle esigenze cautelari tuttora sussistenti sia quella dell'obbligo di dimora nel Comune di rispettiva residenza».
Ora i legali dei cinque indagati presenteranno a Pescara l'istanza di scarcerazione.

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