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Pescara, 30/04/2026
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Data: 14/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Soldi a Forza Italia, spunta un superteste. C'è un personaggio pronto a ripetere davanti ai giudici quel che sa sul milione di euro

PESCARA - C'è un superteste pronto a ripetere davanti ai giudici tutto quello che sa sul passaggio di soldi dalla Fira a Forza Italia attraverso i due principali protagonisti della mega inchiesta, appena conclusa, sui finanziamenti sospetti della finanziaria regionale, erogati a soggetti privi dei requisiti di legge. Un testimone le cui dichiarazioni sono state inserite nel procedimento che aspetta ora soltanto di finire davanti al Gup. I due protagonisti in questione sono l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, e l'ex assessore della precedente Giunta di centrodestra e ex coordinatore regionale di Forza Italia, Vito Domenici. E' quanto emerge dalle carte che compongono l'avviso di conclusione delle indagini che in questi giorni sta raggiungendo i 104 indagati di questa intricata e complessa inchiesta che ha, peraltro, permesso di gettare le basi e far esplodere l'inchiesta Sanitopoli e portare alla cancellazione della Giunta di Ottaviano del Turco.
L'inchiesta avrebbe in sostanza accertato che una cifra complessivamente di poco superiore al milione di euro sarebbe finita nelle casse di Forza Italia, o meglio, per essere più esatti, in quelle di chi all'epoca era il coordinatore regionale del partito, e cioè Vito Domenici. Questo anche in considerazione dello stretto rapporto, accertato dall'inchiesta del Pm Filippo Guerra, tra Domenici e il "Conte di Cavour", l'uomo del "partito dei soldi", come lui stesso si è definito nelle intercettazioni telefoniche, insomma l'ingegnere Giancarlo Masciarelli che Domenici aveva praticamente imposto al cda della Fira (è tutto scritto nei verbali di quell'infuocata seduta) come presidente. La Fira, quell'incredibile macchina da soldi che gestiva anche tutta la sanità attraverso la Fira Servizi.
L'elemento chiave, sotto questo specifico aspetto relativo al finanziamento occulto di Forza Italia, resta quella pen-drive che i principali indagati non riuscirono a far sparire. Per gli uomini della Guardia di Finanza fu davvero un colpo grosso. Intercettato con un "ambientale" in auto, il collaboratore di Masciarelli Paolo Di Michele parlava con il suo interlocutore proprio del fatto che fortunatamente la Procura non sapeva nulla di quella pen-drive, altrimenti sarebbero stati guai grossi. E così fu.
La pen-drive con i segreti della Tecnos, la società che si occupava dell'istruttoria delle pratiche dei finanziamenti pubblici con i Docup e la legge Domenici, finì qualche ora più tardi nelle mani della Finanza. Dopo aver decrittato il contenuto, venne fuori la sorpresa, e l'elenco dei soldi che la Fira aveva stornato per questo o quell'esponente politico (sempre di Forza Italia) o per questa o quell'altra manifestazione di partito. Tutti soldi della finanziaria che Masciarelli avrebbe fatto finire nelle mani dei suoi sponsor. Domenici è infatti indagato, oltre che per associazione per delinquere insieme ad altri personaggi dell'inchiesta, primo fra tutti appunto Masciarelli, anche per ricettazione: per quei soldi che secondo la Procura sarebbero provento di illecito e, nello specifico, di una truffa ai danni della Regione. L'inchiesta è dunque chiusa, ma resta aperta ancora la questione dei soldi. E' stato accertato che mancano 16 milioni di euro che fino ad oggi non sono stati rintracciati nonostante il lungo lavoro investigativo e le tante rogatorie internazionali con banche di vari Paesi. Ma come spesso accade, quando i soldi viaggiano "estero su estero", come in questo caso, rintracciarli diventa alquanto difficile.

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