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Pescara, 06/05/2026
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15/10/2008
Il Messaggero
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Scioperi, governo pronto a cambiare le regole. Referendum, arbitrato, eliminazione dell'effetto annuncio, sanzioni applicate dai prefetti |
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ROMA Basta con gli scioperi selvaggi. Il governo, più precisamente il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, sta preparando un disegno di legge delega per modificare le regole sul diritto di sciopero nei pubblici servizi. Ovviamente, precisano i tecnici del dicastero di via Veneto, si tratta di un pacchetto di misure che dovrà essere prima discusso con le parti sociali. Cioè l'esecutivo non entrerà a gamba tesa su una materia che è delicatissima per quanto di stretta competenza di sindacati e imprese. I provvedimenti prevederebbero, tra l'altro, l'obbligo del referendum preventivo, un intervallo di tempo congruo tra una protesta e l'altra, l'eliminazione del cosiddetto "effetto annuncio", una sorta di arbitrato preventivo di conciliazione, sanzioni più certe per chi non rispetta le norme. «Credo - ha spiegato Sacconi - che il disegno di legge potrà essere varato nei prossimi giorni». Referendum. Dovrebbe essere un passaggio consultivo e preventivo al fine di rendere obbligatoria l'adesione individuale dei singoli lavoratori allo sciopero in modo che gli utenti siano informati sul livello di adesione alla protesta. Il referendum dovrebbe permettere cioè di valutare l'impatto della protesta con adeguato anticipo. Effetto annuncio. E' un espediente, spesso risultato devastante, a cui hanno fatto ricorso in passato diverse categorie di lavoratori, soprattutto impiegati nei servizi pubblici: si proclama un'agitazione che viene sospesa e congelata all'ultimo momento. Risultato il servizio viene paralizzato e chi sciopera non paga. E' stato calcolato che, nel caso specifico, circa l'80% degli scioperi annunciati viene annullato. La correzione, immaginata nel disegno di legge delega, prevede che lo sciopero per non essere pagato debba essere revocato entro un congruo numero di giorni precedenti la protesta. O, naturalmente, in caso di risoluzione della vertenza. Intervallo e sciopero virtuale. Il governo vuole intervenire sulla esigenza della cosiddetta "rarefazione effettiva e soggettiva". Cosa vuol dire? Che tra uno sciopero e l'altro dovrà essere garantito un lasso di tempo tale da non far saltare completamente il sistema dei servizi anche se a fermarsi saranno soggetti diversi. Sacconi si è dichiarato favorevole allo "sciopero virtuale" che si potrà fare - spiega il ministro - con un fazzoletto al braccio del lavoratore che protesta: questi perderà il salario, ma la sua azienda pagherà una cifra da definire per ogni lavoratore che incrocia le braccia. I soldi finiranno in un fondo di solidarietà comune. Arbitrato. Insieme all'istituto della conciliazione costituirà il classico strumento per evitare possibili scioperi. Rappresentanti dei lavoratori e delle imprese si incontrano per tentare di individuare un compromesso condiviso al fine di evitare possibili azioni di protesta. A giudicare sulle cause del conflitto potrebbe essere la Commissione di garanzia o uno staff di tecnici del ministero. Sanzioni. Oggi sono decise della Commissione che regola il diritto di sciopero e sono applicate dal datore di lavoro che magari è tenuto a farle rispettare quando la vertenza si è conclusa con il rischio di aprire un nuovo conflitto. L'ipotesi ora immaginata dal ministro del Welfare è di incaricare i prefetti che dovrebbero diventare gli esecutori delle sanzioni stesse.
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