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Data: 15/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Il Pd ha un linguaggio incomprensibile» Costantini: spieghi cosa vuole fare. D'Alfonso: patto con Idv e Udc, ma senza veti

L'Idv: «All'appello del segretario Veltroni risponderà Di Pietro»

PESCARA. «Il linguaggio del Pd per me è completamente incomprensibile e credo che lo sia per la stragrande maggioranza degli abruzzesi». E' la risposta al Pd di Carlo Costantini, deputato dell'Idv in corsa per la presidenza della Regione. L'esponente dipietrista che già ha fatto realizzare maxi manifesti: «Costantini presidente», ieri ha letto l'appello e la sollecitazione all'ampliamento della coalizione di centrosinistra all'Udc, lanciato dalle colonne de il Centro, da Walter Veltroni segretario del Pd. «A Veltroni», dice Costantini, «risponderà domani, sempre su il Centro, il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro».
Costantini però una cosa la afferma ed è una replica secca e irritata. Per lui, infatti, il Partito democratico dice «cose incomprendibili» e, alla domanda di fare un esempio, Costantini elenca: «il Pd dice che non ci saranno candidati ingombranti in lista, ma questo non mi consente di capire se vogliono candidare o meno gli indagati. Il Pd dichiara che vuole costruire una coalizione allargata, ma questo non mi consente di capire se l'Udc ha detto sì alla proposta del Pd e, se il sì, è condizionato ad una candidatura Udc alla presidenza alla Regione. Quindi è un linguaggio che appartiene solo al ceto politico e, nonostante questo, io non riesco a capirlo».
Per Costantini il Pd è avviluppato dalla confusione, uno stato che per il parlamentare dipiestrista: «è appesantito dalle primarie che il Pd terrà domenica e che vedono protagonisti gli indagati». L'esponente dipietrista, infine, ammette che la sua corsa alla presidenza continua, anzi sta cercando uomini da inserire nello staff del presidente.
«Sul listino», racconta Costantini, «sto cercando di coinvolgere alcuni cervelli abruzzesi disposti a fare un atto di generosità e tornare in Abruzzo per cambiarlo. E' una operazione difficile ma sono convinto di poter raccogliere qualche risultato significativo. L'idea è sempre quella di aprire le porte delle istituzioni ai cittadini».
Mentre Costantini parlava in Abruzzo a Roma il Pd cercava con tenacia e pazienza di riallacciare i rapporti. Al vertice hanno partecipato Walter Veltroni, Franco Marini, Giovanni Lolli e Luciano D'Alfonso, ed è stata ancora una volta ribadita la strategia del Pd: coalizione con i dipietristi allargata all'Udc. Oggi Veltroni incontrerà il presidente dell'Udc Casini, per verificare le possibilità di una intesa. «Nell'incontro la delegazione abruzzese ha trovato conforto nella sua linea», racconta il segretario regionale, D'Alfonso, «e spenderà altre forze per fare una coalizione la più ampia possibile, con il coinvolgimento organico dell'Udc superando la categoria dei veti. Una coalizione capace di vincere e di governare il cambiamento nella Regione. Noi faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità e su questo abbiamo chiesto impegno alla classe dirigente nazionale del Pd, come d'altra parte ha comunicato su il Centro il segretario Veltroni. Ci aspettiamo che identico atteggiamento abbiano gli altri partiti e, in particolare, l'Italia dei valori. Volendo dare per scontatato che l'Idv non consideri l'appuntamento elettorale del 30 di novembre solo come un taxi per cercare di prendere qualche voto in più». «Il tempo che rimane è poco», ammette D'Alfonso, «lo utilizzeremo per creare le condizioni di una competizione che veda la nostra iniziativa politica prevalere rispetto a quella del centrodestra».

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