E domani si fermano i lavoratori di trasporti locali, navi, treni e aerei, pubblica amministrazione e sanità con diverse modalità
ROMA. L'annuncio di un provvedimento governativo per regolamentare il diritto allo sciopero nei servizi, fatto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha sucitato un vespaio di polemiche. Intanto i sindacati di base hanno confermato lo sciopero di domani. La proposta Sacconi ha registrato tutte dichiarazioni negative. A cominciare dal presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi Antonio Martone.
Martone non sarebbe contrario ad una iniziativa legislativa a patto che prima ci sia una consultazione delle parti sociali. Alcune osservazioni, dice, sono legittime. Ad esempio «la revoca dello sciopero del trasporto aereo la sera prima non serve a nulla, perchè i voli sono stati già soppressi; anche nella sanità gli interventi devono essere programmati». Sacconi aveva proposto una raffica di provvedimenti: prevenzione del conflitto col ricorso a forme di conciliazione e arbitrato, necessità di evitare annunci e poi revoche degli scioperi all'ultimo minuto, obbligo di referendum e adesione individuale, intervallo congruo tra uno sciopero e l'altro, favorire lo sciopero virtuale con un relativo fondo solidaristico, e l'incarico ai prefetti per l'applicazione delle sanzioni.
Anche i leader delle confederazioni polemizzano. Luigi Angeletti (Uil): «Il diritto individuale allo sciopero è intangibile, il potere sindacale di dichiarare lo sciopero può essere regolato, ma secondo criteri chiari e concordati». La Cgil già ieri aveva detto che il governo manifesta le sue caratteristiche «illiberali fino al rischio di mettere in discussione il diritto di sciopero ora garantito dalla Costituzione». La federazione Sdl sostiene che Sacconi si è messo in moto per «adottare un aiuto di Stato alle aziende». Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola accusa Sacconi di voler «mettere in discussione il diritto di sciopero: non si può tentare di fare in modo che la parte più debole della società, il mondo del lavoro dipendente, non abbia uno strumento di legittima difesa come lo sciopero». Più combattivo Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale dei Cub (una delle organizzazioni che bloccherà i servizi domani). «Quella di Maurizio Sacconi è una pia illusione» polemizza, «non si riuscirà mai a mettere il bavaglio alla protesta».
Domani intanto si fermano i lavoratori dei trasporti, della Pubblica amministrazione e della scuola per lo sciopero indetto dai Cub, Cobas e Sdl.
Treni: impiegati fermi domani, tutta la giornata. Il personale di stazioni e viaggiante ore 9-17. Aerei: 8 ore 10-18. Ore 10-14 anche i vigili del fuoco addetti agli aeroporti. Navi e traghetti fermi dalle 8 alle 16. Bus: ogni città deciderà gli orari e i modi delle proteste. Scuole e università: i dipendenti di ministeri, enti locali, parastato e agenzie fiscali sciopereranno per l'intera giornata. Sanità: sciopero dall'inizio del primo turno fino all'inizio dell'ultimo turno di domani. Saranno garantiti servizi essenziali, emergenze e contingenti minimi fissati in ogni azienda.