L'AQUILA. Ottaviano Del Turco e Antonio Boschetti possono tornare ad occupare i loro posti in Consiglio regionale. A prenderne atto è l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che ieri ha esaminato il caso. Una decisione che a tarda sera è stata ridimensionata dal presidente del Consiglio regionale, Roselli, al termine di una giornata caotica dove ognuno ha dato una interpretazione diversa dei fatti. Per il vice presidente Pisegna, Del Turco e Boschetti nel tornare liberi, anche se con l'obbligo di dimora nel comune di residenza, possono rientrare in Regione come consiglieri.
L'essere tornati liberi, infatti, per Pisegna Orlando, fa decadere i tre gravi impedimenti di legge: arresti in carcere, arresti in presidio ospedaliero, e arresti ai domicialiari.
«L'ufficio di presidenza del Consiglio regionale», spiega aancora il vice presidente del consiglio regionale, Pisegna Orlando, «ha preso atto che sono venute meno i provvedimenti di sospesione per cui sia Del Turco che Boschetti nella qualità di consiglieri regionali sono reintegrati automaticamente nei rispettivi ruoli».
«E' stato chiesto un parere legale all'avvocatura regionale», spiega il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, «perché ci sembra opportuno valutare giuridicamente una questione sulla quale ci sono oggettive difficoltà di analisi vista l'unicità del caso». Prima di martedì dobbiamo sciogliere questi nodi in modo da arrivare alla riunione del Consiglio senza altri problemi tecnico-giuridici».
Nel caso di Del Turco, sempre secondo fonti interne al Consiglio che citano lo Statuto regionale, la legge nazionale e la legge costituzionale, le dimissioni dal Consiglio regionale presentate nelle scorse settimane, non determinano la decadenza dalla carica perchè i ruoli di presidente della Giunta e di consigliere regionale sono inscindibili, quindi, il presidente decade solo dopo la elezioni e l'insediamento del nuovo presidente della giunta regionale.
Del Turco e Boschetti, tuttavia, pur sotto l'obbligo di dimora potrebbero inoltrare al «giudice», ma la legge non spiega se al gip o alla Corte d'appello, la richiesta di partecipazione ai lavori del Consiglio.
Stante questa situazione, il consigliere del Pd Giuseppe Forte, entrato al posto di Boschetti, è destinato a decadere. Ieri Forte, presente a palazzo dell'Emiciclo, non ha partecipato alla seduta consiliare.
Situazione diversa per Cesare D'Alessandro, che ha sostituito Del Turco come consigliere, rimane lo stesso in Consiglio invece, pur decadendo, torna in carica in sostituzione di Filippo Benucci. Il caso ha innescato una reazione a catena, in primo luogo la Procura di Pescara che il 14 luglio scorso ha fatto scattare gli arresti, potrebbe di nuovo valutare misure più restrittive e quindi tornare all'impedimento grave. La presa d'atto dell'Ufficio di presidenza ha fatto scattare il rinvio del Consiglio regionale a martedì. In tarda serata un altro caos, questa volta combinato dallo stesso Ufficio di presidenza che ha smentito Pisegna che annunciava per fatta la reintegra. Roselli in serata ha corretto il tiro.
«Non c'é stata alcuna deliberazione, Pisegna è andato via prima che sia stata presa una decisione», ha riferito il presidente del Consiglio regionale, «vogliamo capire se l'impedimento costituito dall'obbligo di dimora viene contemplato dalle leggi. Certo è che, a mio avviso, sia Del Turco sia Boschetti non possono svolgere la loro funzione di consiglieri non potendo uscire dai loro comuni di residenza. Prima di deliberare vogliamo un pronunciamento dell'ufficio legislativo del Consiglio e dell'avvocatura regionale».
Infine l'ex senatore ed ex sindaco dell'Aquila, Enzo Lombardi, ora consigliere comunale del Pdl all'Aquila, ha sottolineato criticamente: «quanto accaduto è una vergogna che testimonia il fatto che non c'é nessuna sensibilità politica, istituzionale, etica e morale».