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Pescara, 06/05/2026
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Data: 17/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione, il Pdl ha scelto Chiodi. Inizia la guerra per Giunta e listino

PESCARA - Ha urlato al telefono Berlusconi, ma come non avete ancora chiuso, no non ancora: ci si era messa An a puntare i piedi e ad alzare la posta e poi i Picconiani che di partito non ne volevano sapere e macchè listino ci vuole altro, loro mica si fanno mettere il laccio al collo così. Finisce a mezzanotte di mercoledì la partita per il candidato presidente, in riunione i soliti Verdini Quagliariello La Russa Martinelli, Chiodi è in attesa poco lontano, glielo dicono al telefono ma lui non esulta, non ancora. Per sbloccare la candidatura c'è voluta una trattativa feroce perchè il tetto del partito unico è stretto strettissimo e sotto non ci stanno tutti. E c'è voluta anche la spinta del premier, chiudere a tutti i costi ha detto ai suoi, domattina voglio l'annuncio.
E infatti. Il comunicato ufficiale esce in tarda mattinata, dopo tre giorni di passione. Chiodi è in paradiso, Piccone e Di Stefano si consolano con la guida del partito che non è granchè, anzi a dirla tutta è una fregatura: perchè li vincola a marciare dritti e se qualche voto mancherà all'appello si saprà di chi è la colpa. Mica fessi. Insomma alla fine la marsicana resistenza è servita a poco, pure Piccone manda giù il rospo nella speranza di ottenere almeno la guida del partito unico a febbraio.
Incasellato Chiodi che vive la sua giornata di gloria, si passa all'argomento che sta più a cuore a tutti: il listino che come il testamento della zia, non si vedeva l'ora di tirare fuori dal cassetto. Chiodi costa caro a Forza Italia che deve cedere un posto in più nel listino a Alleanza nazionale, che passa a tre. La Russa naturalmente rivendica anche la vicepresidenza della Regione, per Alfredo Castiglione sembra. Ma i posti sono otto, tolto Chiodi e i tre di An, ne restano altri tre per gli azzurri e uno soltanto per i fratelli minori: Catone, probabilmente, con buona pace di De Matteis e del suo Mpa. A meno che Forza Italia non rinunci a un suo seggio, chissà. Di Stefano si defila: nella notte avevano tentato di imbrigliarlo offrendogli il primo posto nel listino appena sotto Chiodi, un modo per gratificarlo ma lui niente, ha girato le spalle.
E in serata alla fine una riunione ristrettissima tra i vertici di Fi e An stabilisce i criteri per gli assessorati e le liste, e soprattutto se farsi affiancare dalle liste civiche. Perchè un'ipotesi sul tappeto è il raddoppio delle candidature: listino più proporzionale per garantire il posto al sole ai candidati anche in caso di sconfitta, visto che il listino non scatta sia se la coalizione dovesse perdere sia che superi il 60 per cento dei consensi. Nel vertice di ieri sera An pretende di mettere nero su bianco numeri e nomi. Non si fida, non vuole fidarsi, dice che Chiodi non è uomo di apparato e pretende che gli accordi per le Regionali, listino assessori candidature, vengano firmati anche da lui. Poi si passerà a selezionare i nomi: il supervisore dell'Abruzzo Gaetano Quagliariello dovrà fare i salti mortali per assicurare il rinnovamento delle liste promesso al suo arrivo in Abruzzo. Dovrà vedersela con i consiglieri di lungocorso, con i nuovi arrivi e gli op-oppisti, insomma sarà una bella gatta da pelare. Per il momento una sola certezza: Maurizio Teodoro ex azzurro e poi capogruppo Margherita e ora tornato al vecchio amore, assicura che sarà «nella sua qualità di consigliere regionale Pdl uscente, candidato nelle liste del Pdl alle prossime elezioni». Un punto fermo, uno solo. Il resto da decidere.

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