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Pescara, 06/05/2026
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17/10/2008
Il Centro
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Candidato presidente, Il Pdl si affida a Chiodi. II via libera dopo due giorni di trattative convulse, decidono il premier e Letta |
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A Piccone e Di Sfefano la gestione della campagna elettorale del partito Riunione-fiume in via dell'Umiltà PESCARA. Il Pdl nelle mani di Gianni Chiodi. E' l'ex sindaco di Teramo il candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra. Dopo due giorni di passione, tra veti incrociati, voci e smentite, l'ufficializzazione della candidatura è arrivata alle 13 di ieri. In una nota di nove righe il Pdl annuncia la scelta «al termine di una lunga riunione che ha coinvolto i dirigenti locali e i vertici nazionali». A Chiodi la candidatura, a Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano il coordinamento elettorale del partito in Abruzzo. La formula letta nel documento è semplice: due mosse che salvano gli equilibri tra Forza Italia e An, senza relegare in panchina nessuno dei tre protagonisti che fino all'ultimo si sono contesi il ruolo più importante, l'investitura ad aspirante presidente. Il colpo di coda. L'intesa, però, è arrivata al termine di uno stillicidio durato 48 ore durante le quali An, che rischiava di restare a bocca asciutta, ha ripetutamente bloccato il treno delle trattative. Il colpo di coda, l'ultimo tentativo di ribaltare le sorti del confronto, l'ha fatto Altero Matteoli, nella notte tra mercoledì e ieri. Il rappresentante di An, che affiancava Ignazio La Russa al tavolo della trattativa con l'osservatore elettorale di Forza Italia per l'Abruzzo Gaetano Guagliariello e il coordinatore nazionale del partito Denis Verdini, ha rilanciato la candidatura di Filippo Piccone. Con il senatore, ex sindaco di Celano, schierato alla Regione si sarebbe liberato il posto a palazzo Madama per Gianfranco Giuliante, esponente di An e primo dei non eletti abruzzesi. La scelta del candidato. A spingere per la candidatura di Chiodi, però, ci sono il presidente del partito Silvio Berlusconi, rimasto molto favorevolmente impressionato da un "dossier" finito sulla sua scrivania con video, rassegne stampa e sondaggi dedicati all'ex sindaco di Teramo, e Gianni Letta, stretto collaboratore del premier e super partes rispetto alle appartenze partitiche. Su Chiodi candidato non ci sono più dubbi, ma bisogna trovare una formula che non mortifichi Piccone e non cancelli An con Fabrizio Di Stefano. Una poltrona per due. In ballo c'è la guida del partito in Abruzzo. Piccone non gradisce l'ipotesi di essere indicato come vice di Chiodi, soluzione che lascerebbe il coordinamento regionale del Pdl a Di Stefano. Su questo punto la trattativa prosegue a oltranza. Alla fine Forza Italia e An arrivano a una mediazione che attribuisce un ruolo paritario ai due senatori abruzzesi del Pdl. Il doppio incarico. Piccone e Di Stefano saranno i «coordinatori della campagna elettorale». E' la quadratura del cerchio, l'ultimo tassello nel mosaico dell'intesa raggiunta dopo due giorni di trattative estenuanti. La questione della guida del partito dopo le elezioni, però, resta aperta. Se ne riparlerà dopo la tornata elettorale. La giornata di Chiodi. L'ex sindaco di Teramo arriva a Roma, davanti a palazzo Madama, alle 11.30. Aspetta solo la conferma ufficiale che arriva un'ora dopo. Con lui ci sono ex assessori comunali e i suoi più stretti collaboratori. Riceve complimenti da ministri e parlamentari del centrodestra. A stringergli la mano c'è anche il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente che passa davanti alla sede del Senato proprio al momento dell'ufficializzazione. In via dell'Umiltà. Alle 17 inizia il vertice nella sede nazionale di Forza Italia. Berlusconi non c'è, ma sono convocati tutti i parlamentari della coalzione. Ogni tanto si affaccia Piccone, sorride ai collaboratori e agli amici di Chiodi che aspettano sotto. Dopo tre ore escono i parlamentari. Ci sono Paola Pelino, Daniela Santanché e Matteoli. Restano solo i dirigenti del partito e il candidato presidente abruzzese che esce a tarda sera. Le reazioni. Il primo a commentare l'investitura di Chiodi è Andre Pastore, coordinatore regionale di Forza Italia. «E' espressione dei valori e dello spirito di servizio», dice. Per Giovanni Dell'Elce, parlamentare del Pdl la scelta Chiodi darà «impulso a sviluppo e crescita sociale». Secondo Alessio Di Carlo, dei Riformatori liberali, il Pdl «intraprende il percorso giusto, all'insegna di rinnovamento e competenza». Pesante l'osservazione di Teodoro Buontempo, candidato presidente della Regione per La Destra. «Chiodi rischia di andare sotto processo tre giorni prima delle elezioni per la questione dei rifiuti legata alla discarica di Teramo».
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