LANCIANO - In quattro sono stati condannati a un anno di reclusione ciascuno, pena sospesa, per la tragedia del masso da 10 quintali precipitato sull'intercity Lecce-Milano che procurņ la morte del macchinista Francesco Palladino(43 anni) di S. Giovanni Rotondo (Foggia), e il ferimento del collega e compaesano Michele Biancofiore, oltre che di una decina dei 600 passeggeri. La tragedia avvenne a mezzanotte mezza del 21 ottobre 2002, a S. Vito Marina. Gli imputati erano accusati di omicidio colposo e violazione del codice della strada, tanto che c'č stata anche la sospensione della patente. Il giudice Francesco Marino ha poi stabilito il non doversi procedere per lesioni colpose. Il pm Delfina Conventi aveva chiesto la condanna a 4 mesi. La procura di Lanciano non ha contestato il disastro ferroviario. Gli imputati erano Nicola Mastrodomenico, l'autista del Tir che trasportava 250 quintali di massi, molti caduti sulla SS 16 e poi precipitati nella scarpata fino ad invadere i binari, dove 10 minuti dopo č transitato l'Intercity; quindi i fratelli Giovanni e Luigi Lombardi, comproprietari del tir, e Michele Stoico, responsabile della cava e mittente del carico destinato a Fano. Tutti gli imputati sono di Apricena, in provincia di Foggia. Nel tremendo impatto contro il ciclopico masso la motrice fu sventrata e deragliņ contro la galleria "Turchino".