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Pescara, 06/05/2026
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18/10/2008
Il Centro
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SPECIALE ELEZIONI - Patto per le elezioni, ad An tre posti nel listino. Certa solo la candidatura di Tagliente. In corsa Castiglione, Cioni e De Matteis |
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Masci lascia l'Udc e si avvicina al Pdl Correrà nella quota maggioritaria Castiglione verso la vicepresidenza PESCARA. Il listino diviso equamente tra Forza Italia e An, con l'ultimo posto disponibile per la Dc di Pizza. In corsa, però, restano anche l'altra Dc, quella di Rotondi, e il movimento per le Autonomie. L'investitura di Gianni Chiodi come candidato presidente della Regione per il Pdl si porta dietro, a cascata, gli accordi sui sette nomi da inserire nella quota maggioritaria e sulla guida del partito dopo le elezioni del 30 novembre. E' il patto siglato in via dell'Umiltà. Nella sede di Forza Italia a Roma, al termine di due giorni di febbrili trattative su candidati e alleanze il Pdl perfeziona l'intesa elettorale. A sottoscriverlo sono il candidato presidente Gianni Chiodi, il coordinatore nazionale degli "azzurri" Denis Verdini, il coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano e il senatore Filippo Piccone. A far trovare la quadra è una ripartizione dettagliati dei posti nella quota maggioritaria. L'equazione del listino. An ha insistito fino all'ultimo per non restare a mani vuote. Forza Italia non considera Chiodi un proprio candidato, visto che non è mai stato iscritto al partito, ma alla fine deve cedere qualcosa agli alleati. Così An incassa un posto in più nel listo, che da due diventano tre, come quelli assegnati alla quota "azzurra". Al partito guidato in Abruzzo da Di Stefano andrà anche la vicepresidenza della Regione. Le forze minori. I primi sei posti sono già occupati e a parte quello che spetta a Chiodi ne avanza solo uno per completare l'elenco. In vantaggio c'è la Dc di Pizza, che tra l'altro fa già parte del Pdl. Nella coalizione a livello nazionale, però, c'è anche il Movimento per le Autonomie che dunque potrebbe occupare l'ottavo e ultimo posto utile. Lo stesso discorso vale per la Dc di Rotondi, alla quale dovrebbe lasciare spazio Forza Italia, considerato che An non è disposta ad altri sacrifici. E' il rompicapo che impegnerà il centrodestra nei prossimi giorni, probabilmente fino all'ultimo giorno utile fino alla presentazione delle liste. Un nome sicuro. Solo Giuseppe Tagliente, consigliere regionale di Forza Italia, è certo della candidatura nel listino. Gaetano Quagliariello, osservatore elettorale di Forza Italia, l'ha definito «uomo di punta del Pdl» e lui, entrato nella corsa a cinque per la candidatura a presidente, il 30 novembre sarà nella quota maggioritaria del partito. I papabili di Fi. Per le candidature che restano i partiti hanno iniziato a stilare le possibili soluzioni. Forza Italia punta su Nazario Pagano, capogruppo uscente alla Regione, ma può dare spazio anche a Carlo Masci. L'ex candidato sindaco pescarese si è avvicinato al partito del presidente Silvio Berlusconi dando l'addio all'Udc. Il rientro è stato sottolineato ieri dalla sua partecipazione alla presentazione ufficiale di Chiodi davanti a tutto lo stato maggiore abruzzese del centrodestra. I candidati di An. Per An ci sono in corsa Alfredo Castiglione, capogruppo uscente e che portrebbe essere designato come vicepresidente, e Gianfranco Giuliante, in rappresentanza della provincia dell'Aquila. Quest'ultimo sarebbe entrato in Senato se il candidato alla presidenza della Regione fosse stato uno tra Piccone e Di Stefano. L'operazione è sfumata con la candidatura di Chiodi, per cui il partito è disposto a offrirgli un posto nella quota maggioritaria. Gli altri in corsa. Per la Dc di Pizza il candidato è Celso Cioni, ex assessore provinciale all'Aquila con il centrosinistra e passato nelle file del Pdl. Il movimento per le Autonomie, invece, mira a inserire nella quota maggioritaria Giorgio De Matteis, ex assessore all'epoca della giunta regionale di centrodestra guidata da Giovanni Pace. Ieri mattina, il rappresentante dell'Mpa, visibilmente irritato per l'affollamento di ex esponenti del centrosinistra passati dalla parte opposta, è rimasto fuori dall'hotel Esplanade dov'era in corso la presentazione di Chiodi. Le alleanze sfumate. L'obiettivo dichiarato da Quagliariello quando è arrivato in Abruzzo come osservatore elettorale era quello di evitare un'alleanza che si rivelasse un «caravan serraglio». Le trattative sono state portate avanti nell'ultimo mese con l'Udc e con La Destra. A livello locale l'intesa con i centristi era stata raggiunta, ma Berlusconi ha preteso che il partito di Pierferdinando Casini confluisse nel Pdl e così non se n'è fatto nulla. L'acccordo non siè perfezionato neppure con La Destra che candiderà a presidente Teodoro Buontempo. Le liste della coalizione. Così a sostegno di Chiodi ci saranno quattro liste in ogni provincia. Oltre a quella del Pdl, con candidati di An e Forza Italia, ci saranno aggregazioni civiche, simili a quelle che nelle comunali sostengono i candidati sindaci. Una lista in appoggio sarà formata da Lega-Alleanza Federalista e dal Movimento per le autonomie. E' possibile che anche la Dc di Rotondi si presenti con il proprio simbolo. Fino alle elezioni il Pdl sarà coordinato in coppia da Di Stefano e Piccone. Quagliariello li ha indicati come i più stretti collaboratori di Chiodi in vista delle regionali. La guida del partito. Dopo la tornata elettorale, però, bisognerà individuare il nuovo coordinatore regionale. Berlusconi ha offerto questo ruolo a Piccone prima che An bloccasse le trattative nella fase più convulsa del confronto su alleanze e candidati. Il senatore, ex sindaco di Celano, resta comunque il designato ad assumere la guida del partito a dicembre.
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