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Data: 18/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ex ferrovia: tante idee, nessun accordo. Amministratori e politici a confronto al convegno organizzato dal Rotary Club al Palazzo degli Studi. A un anno dalla dismissione, nulla di fatto sull'utilizzo del tracciato per S.Vito

LANCIANO - Tante idee, ma quasi tutte in contrasto tra di loro. Come dire che vent'anni sono passati invano, e chissà quanti altri ne dovranno trascorrere prima che si arrivi a un progetto operativo e condiviso sull'utilizzo dell'ex tracciato della ferrovia Sangritana. A mettere a nudo la situazione è stato il convegno, lodevolmente promosso dalla Rotary Club di Lanciano, presieduto da Alberto Paone, proprio su «Quale destino per la storica tratta ferroviaria Lanciano-San Vito?». Il problema, dai risvolti veramente assurdi, è i lavori per il nuovo tracciato sono andati avanti per una circa 20 anni, eppure le pubbliche amministrazioni interessate non hanno trovato il tempo per programmare cosa fare delle aree di risulta. A dicembre dello scorso anno, il nuovo tracciato e la nuova stazione sono entrati in funzione, ma nessuno è stato in grado dire cosa fare delle vecchie strutture. In più, dal convegno del Rotary è venuto fuori che sul futuro ci sono ancora nette divergenze di vedute tra amministratori e politici.
Ma vediamo le varie posizioni sostenute durante il dibattito coordinato da Lucio Valentini. La presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, è decisamente contro lo smantellamento della ferrovia. «Vogliamo - dice - dotare la vecchia linea di segnalamento automatico e collegarla a quella nuova in modo che possano percorrerla anche i mezzi moderni, come i "Lupetto", e utilizzare così la tratta come metropolitana di superficie e, quando saranno sistemati i vecchi i ponti, per il Treno della Valle». Ma il sindaco di Lanciano Paolini, almeno nelle zona adiacente l'ippodromo, pensa a una riqualificazione dell'area con un progetto "Stu" che, tra l'altro, prevede l'eliminazione del tratto di ferrovia interno alla città.
Per il sindaco di Treglio, Roberto Doris, una cosa assolutamente da non fare è riconvertire in una superstrada la vecchia ferrovia. «Meglio - sottolinea - un percorso pedonale e ciclabile». Ipotesi, questa della "strada verde" da sempre sostenuta dagli ambientalisti. Luigi Comini, assessore di San Vito, caldeggia la metropolitana di superficie. Mentre Pino Valente di "Frentania Provincia" è per una strada diretta per il centro cittadino, che alleggerisca il traffico verso l'autostrada. Il presidente della Provincia Tommaso Coletti boccia la strada e promuove sia l'ipotesi della metropolita di superficie che quella della pista ciclabile. Difficile dire come andrà a finire.


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