I tornelli elettronici hanno tagliato drasticamente l'evasione dei biglietti sulle metropolitane, da un anno a questa parte. E allora, si è chiesto qualcuno all'Atac, perché non provare anche per tram e autobus? E così, mentre è ancora in corso la sperimentazione dei tornelli a bordo, su un bus del deposito di Grottarossa, l'agenzia per la mobilità ha messo a punto uno studio per trasformare le fermate dei mezzi di superficie - alcune, ovviamente, quelle con determinate caratteristiche - in una sorta di piccole stazioni all'aperto: chiuse con tornelli elettronici che consentano l'ingresso soltanto a chi è dotato di regolare titolo di viaggio, biglietto o abbonamento. Progetti analoghi sono stati già realizzati, per esempio, a Torino e a Istanbul. Dal Campidoglio fanno sapere che si tratta «di un ipotesi di lavoro, che va ben vagliata prima di renderla operativa».
L'ipotesi è limitata, al momento, alle fermate del tram 8, da Torre Argentina a Casaletto, e a quelle degli autobus che percorrono il "corridoio della mobilità" di viale Palmiro Togliatti. Il motivo è presto detto: si tratta di strade in cui la corsia preferenziale è al centro, ed è servita da paline poste su marciapiedi dedicati soltanto a chi deve prendere i mezzi pubblici. Quindi sarebbe possibile, in questi casi, recintare completamente l'area della fermata. L'esperimento, se andasse a buon fine, potrebbe essere quindi riproposto su altre grandi arterie con corsie preferenziali al centro, come via Catania o il tratto iniziale di via Flaminia.
Sul corridoio di viale Togliatti ci sono 34 fermate, tutte di uguali dimensioni (22 metri di lunghezza per due di larghezza), già dotate di pensiline, scivoli per disabili e ringhiere laterali. Per cui l'intervento potrebbe essere realizzato con un progetto standard, utilizzabile lungo tutta l'arteria. La soluzione più semplice ipotizzata prevede un unico tornello di ingresso e uscita, con area intestante protetta da pannelli. Ciò permetterebbe, secondo l'Atac, di ridurre l'evasione senza la necessità di lavori troppo lunghi e complessi.
Per valutare i risultati economici, lo studio si focalizza sulla linea 451 (Cinecittà-Ponte Mammolo), che percorre interamente la Togliatti: su questi autobus c'è un tasso di evasione accertata del 10,4 per cento che, secondo l'Atac, con questo sistema sarebbe abbattuta di quasi la metà. I ricavi annui sarebbero, quindi, pari a 55.186 euro. Un risultato non eccezionale, visto che l'installazione dei tornelli costerebbe almeno 2,9 milioni di euro. Sulla Togliatti, peraltro, l'intensificazione dei controlli con addetti dell'azienda costerebbe 180 mila euro l'anno, per mettere in campo una squadra di tre addetti su due turni.
Il progetto, secondo i risultati dello studio sarebbe però molto efficace su linee più frequentate: è il caso del tram 8, frequentato annualmente da 9,5 milioni di passeggeri, con tassi di evasione piuttosto alti. L'approdo dei tornelli elettronici sui mezzi di superficie, quindi, potrebbe partire dal centro, magari proprio dai tram: un mezzo che, per la sua natura, più si presta a controlli di tipo statico, come sarebbero quelli delle fermate chiuse da pannelli e dotate di verifica elettronica del titolo di viaggio.