PESCARA - «L'alleanza è finita quando Antonio Di Pietro ha stracciato l'impegno, dopo le elezioni, di costituire un gruppo comune con noi. Con Di Pietro avevamo sottoscritto un programma per costituire un unico gruppo, ma quando si è accorto che aveva un numero sufficiente di parlamentari per costituirne uno da solo, Di Pietro ha stracciato quell'impegno»: così, durissimo, il segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, ieri sera a "Che tempo che fa", la trasmissione di Fabio Fazio su Raitre. Una doccia gelata sui "pontieri" che stanno lavorando a testa bassa, notte e giorno, per costruire un'alleanza di centrosinistra che tenga dentro Pd, Italia dei Valori e Udc nella speranza di poter comptere, alle regionali di fine novembre, con il Pdl di Gianni Chiodi.
Momenti di vero sconforto, specie tra gli esponenti di maggior rilievo del Pd abruzzese, che vedevano vanificati d'un colpo i propri sforzi. Febbrili telefonate tra Pescara e Roma, fin quando da Lolli, Franceschini e Fioroni giungevano parole rasserenanti: «Ma no, la trattativa va avanti, sia con l'IdV che con l'Udc, anzi l'intesa sull'Abruzzo non è lontana». Ma restava l'enigma Veltroni. Infine risolto dallo stesso leader Pd: «Con Di Pietro abbiamo posizioni diverse, anche se, probabilmente, ci ritroveremo assieme nelle amministrazioni locali». E, subito dopo, giungeva il commento dello stesso Di Pietro: «Il buon Veltroni si attacca agli specchi per cercare di giustificare un'opposizione che in questi mesi c'è stata poco o per niente, e oggi si rende conto di dover recuperare. Ma, mentre lui dice che non c'è alleanza fra di noi, in queste ore in Trentino e in Abruzzo ci stiamo proponendo insieme. Altra cosa è dire che non abbiamo fatto un gruppo parlamentare insieme, ma non lo potevamo fare perchè lui voleva andare a braccetto con Berlusconi e io, sapendo chi era, ho detto forte e chiaro che non bisognava fidarsi, e di questo oggi se ne è accorto anche lui». Insomma, lo scontro è sui temi nazionali, ancora una volta, e l'Abruzzo resta in mezzo. Ma i due contendenti tengono ancora aperta la porta ad un'intesa sulle regionali abruzzesi. E l'Udc sta a guardare: se la riottosa federazione teatina si convincerà, un'intesa "larga" di centrosinistra potrà nascere. La partita che ieri sera sembrava chiusa da Veltroni, in realtà resta aperta, ma non c'è più molto tempo per le decisioni.