PESCARA. «Vedete? Queste primarie dimostrano che sul territorio ci siamo». Alle 17 Luciano D'Alfonso, tuta blu a righe bianche e scarpe da tennis, è davanti all'ingresso del seggio elettorale di piazza Duca. L'affluenza è buona e costante, e il sindaco e segretario regionale del Pd stima in 50mila il dato finale. Ma si rivelerà una previsione imprecisa per difetto. Alle 21, alla chiusura dei seggi, il dato finale è di 59 mila votanti. È poco meno della metà delle primarie del 2007, ma superiore a quelle di febbraio per l'elezione dei coordinatori provinciali. Un risultato inatteso.
Erano ammessi a votare tutti i cittadini da 16 anni in su, compresi gli stranieri comunitari e non comunitari. In provincia di Chieti l'affluenza maggiore con 18.500 elettori, di cui 2.800 a Chieti città. Nei tre seggi di Lanciano hanno votato in 800, nei tre di Vasto in 1200. Segue la provincia dell'Aquila con 15.700 schede. Tra i più votati l'ex assessore Franco Caramanico e il consigliere uscente Camillo D'Alessando. Nella Marsica hanno votato 7.597 elettori, dei quali 1.146 ad Avezzano, primo è risultato Giovanni D'Amico. Un dato interessante quello di Collelongo, paese natale di Ottaviano Del Turco, dove sono andati alle urne in 627, una delle percentuali più alte della provincia (ma lì si presentava il consigliere regionale uscente ed ex sindaco Nicola Pisegna Orlando). A Sulmona e Alto Sangro gli elettori sono stati 3.461, Antonio Carrara il più votato. All'Aquila 2.257, primo è risultato Giovannino Anastasio, seguito da Vittorio Festuccia e Maria Antonietta Pistoia. Terza provincia per affluenza Teramo con 13.250 votanti, con affluenze record a Campli e Giulianova (dove l'ex sindaco Claudio Ruffini risulta tra i più votati). In provincia di Pescara sono andati alle urne in 11.200, gli uscenti Donato Di Matteo e Marino Roselli tra i più votati.
Lo scrutinio si è concluso nella notte ed è stato più lungo del previsto perché molti elettori hanno indicato nell'apposito spazio bianco, nomi non presenti nelle liste.
Il dato dell'affluenza ha sorpreso il partito. «Abbiamo dovuto raddoppiare i seggi disponibili perché c'era troppa fila», dice uno scrutatore. Elettori di tutte le età «e niente truppe cammellate», tengono a precisare ai seggi, «molti prima di votare hanno consultato i curriculum dei candidati». Dall'Aquila esulta il deputato Giovanni Lolli: «È un forte segnale di fiducia che la gente continua a dare al Pd e che non va assolutamente deluso». Soddisfazione anche per il segretario provinciale Michele Fina («Il nostro territorio ha già vinto la sfida della partecipazione). Andrea Catena, responsabile primarie della segreteria regionale Pd parla di «risultato straordinario, che conferma l'utilità e la forza di uno strumento di coinvolgimento attivo dei cittadini». Non sono mancate però le polemiche. L'ex presidente del consiglio della Provincia di Pescara Antonio Di Girolamo chiederà di annullare le primarie, «perché il partito ha mandato lettere a tutti indicando come sedi dei seggi nella mia zona quelli dell'altra volta, Colle Breccia e Piazza Grue, invece si votava solo in via Vespucci».