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Data: 20/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Via Roma ora sia restituita ai cittadini» I residenti: se la metro non passa più la strada va riaperta in tutto o in parte

L'AQUILA. «Le gabbie le tolgono anche da Rebibbia, ma le vogliono lasciare qui in via Roma». È lo sdegno di uno dei commercianti, a fronte di anni di polemiche sul futuro di quella che rappresenta una delle principali vie d'accesso al centro. A prescindere dalle sorti della metropolitana, buona parte degli abitanti chiede la riapertura al traffico, almeno della parte bassa di via Roma.
Che la chiusura al traffico della strada abbia creato difficoltà alle attività commerciali, è un dato di fatto. Lo si deduce dalle saracinesche abbassate di negozi che fino a qualche anno fa facevano affari regolarmente. Questo fattore spinge i negozianti a schierarsi dalla parte di chi - esiste addirittura un comitato cittadino - spinge per la riapertura al traffico immediata. È altrettanto vero che allo stato attuale delle cose, le isole pedonali della parte alta di via Roma (quella da viale Duca degli Abruzzi in su) e della parte bassa, in poco tempo si sono trasformate in rimessa per automobili. «Abito nel quartiere Banca d'Italia», commenta Giuseppe Valenti, «per la mia auto, sono costretto a pagare un affitto di 35 euro al mese, mentre qui su via Roma ognuno lascia la macchina dove vuole». La sua posizione non è poi tanto diversa da quella di Michele Landi, 43enne di origine calabrese. «Abito in un via dei Vestini, una traversa di via Castiglione», spiega, «in famiglia abbiamo tre macchine, due di queste le posteggiamo in uno stallo a pagamento, ma dobbiamo lasciare la terza su via Roma, dove capita. Credo che la riapertura della via», aggiunge, «rimuovendo la transenna all'altezza di San Paolo, potrebbe risolvere grandi problemi di traffico, in una delle grandi arterie cittadine». Una transenna che viene spostata all'occorrenza dagli automobilisti, a seconda delle proprie esigenze. A rivendicare la riapertura della strada sono principalmente i commercianti. «Le nostre attività sono in forte calo», commenta Paolo Lucari, che lavora in un esercizio di tabacchi. Dello stesso avviso sono Pietro Grillo, titolare di un negozio di cornici, Amedeo Di Prospero, che gestisce un piccolo negozio alimentari. Più in basso, proprio a ridosso della chiesa di San Paolo in ristrutturazione, Clotilde Iacoponi lavora in una lavanderia e si trova ogni giorno ad avere a che fare con le macchine che posteggiano proprio davanti al suo negozio. «Sarebbe molto meglio riaprire», commenta, «per dare più regolarità al traffico». Tra i suoi clienti c'è chi annuisce, come Giovanni Iorio, ma anche chi, come la signora Antonia Iarossi, 82enne, che non rimpiange i tempi in cui la strada era aperta. «Eravamo costretti a passare tra due file di vetture posteggiate e con le auto in transito era particolarmente pericoloso». Una querelle che va avanti senza soluzioni. «Urge un rimedio», commenta Alessandro Fallocco, «prima che il degrado di questa parte di città si accentui». Infine, c'è chi, tra i residenti chiede alla giunta maggiore presenza. «Il sindaco abbia il coraggio di effettuare una scelta precisa, assumendosi le sue responsabilità», commenta il dottor Edoardo Iannessa.

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