«Da imputato difendo solo la mia innocenza e la mia storia politica»
PESCARA. Ottaviano Del Turco contro tutti in questa infiammata trasmissione di Porta a Porta, andata in onda ieri sera ma registrata qualche giorno fa. Del Turco ha risposto alle domande di Bruno Vespa ospite della sua casa di Collelongo. L'ex governatore ha prima mostrato i suoi quadri («la pittura mi è stato di grande aiuto»), poi ha guidato l'ospite nel grande e rustico salotto della casa dove è iniziata l'intervista. In studio il presidente dell'italia dei Valori Antonio Di Pietro, il deputato del Pdl ed ex socialista Giuliano Cazzola, l'ex leader del Psi Claudio Martelli. Del Turco ha difeso l'operato della sua giunta e l'opera di smantellamento del «Far West della sanità regionale», si è detto vittima di un «teorema politico».
Ha attaccato quella parte di maggioranza regionale legata al vicepresidente della giunta Enrico Paolini.
Di Pietro ha paragonato l'inchiesta pescarese a una nuova Tangentopoli che coinvolge «il partito dei soldi», sia di centrodestra che di centrosinistra, ha difeso l'operato dei magistrati, ma non è voluto entrare nel merito dell'inchiesta.
Claudio Martelli ha indicato analogie con Tangentopoli («il sistema di corruzione è endemico»), chiarendo che il sistema delle tangenti è aumentato dopo il terremoto di Mani Pulite. Ma Martelli ha criticato anche il modo di procedere di «taluni magistrati», che distruggono la reputazione degli indagati coinvolti nel «tritacarne» dei pentiti, prima della fase del processo.
Sono bastate comunque le anticipazione delle agenzie di stampa per scatenare una tempesta mediatica.
L'Unità ha attaccato l'ex governatore ipotizzando una sua candidatura con la destra alle prossime europee e censurando la trasmissione «senza contraddittorio», elogiando il silenzio dei magistrati.
Pronta la replica di Del Turco: «L'Unità scrive una cosa grottesca: un imputato che difende la propria innocenza e la propria storia politica lo fa perché sta per essere candidato alle prossime elezioni politiche da un altro schieramento».
Anche Rifondazione comunista attacca Del Turco e la trasmissione di Bruno Vespa: «Troviamo grave che invece di rispondere alle centinaia di pagine prodotte dalla Procura di Pescara Del Turco utilizzi i media nazionali per sproloquiare su teoremi giudiziari e poteri forti. L'autodifesa di Ottaviano Del Turco per ora ricorda troppo quelle di Craxi e Berlusconi», hanno affermato in una nota congiunta gli esponenti di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e Marco Gelmini.
E Del Turco a subito replicato: «Rifondazione si arrabbia molto perché la Rai, dopo 90 giorni di silenzio sulle ragioni mie di imputato in un processo che ha distrutto il Governo regionale, ha dato la parola anche all'accusato».