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Data: 21/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Consiglio caos, manovra di bilancio a rischio. L'avvocatura: «Del Turco non può essere sostituito nel ruolo di consigliere»

L'AQUILA. Potrebbe essere una giornata ancora una volta improduttiva quella di oggi in Consiglio regionale, chiamato ad esaminare la manovra di Bilancio di circa 24 milioni di euro, tra cui circa 7 milioni per spese elettorali ed importanti misure nella sanità. Il provvedimento finanziario potrebbe non approdare direttamente in Consiglio perché deve ancora essere discusso nella commissione Bilancio non ancora riconvocata dal presidente, Angelo Orlando.
Il motivo è la mancata sostituzione del componente dimissionario Filippo Benucci, non rimpiazzato neppure dal Consiglio. Questo perché l'ufficio di presidenza dell'Assemblea abruzzese non ha ancora sciolto il nodo, e potrebbe farlo oggi, sulla posizione dell'ex presidente Del Turco e dell'ex assessore Antonio Boschetti, tornati liberi anche se con l'obbligo di dimora nell'inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità. «Ho chiesto invano al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, di ripristinare l'assetto dell'organismo, attendiamo gli eventi perché tecnicamente la manovra non può arrivare direttamente in Consiglio», spiega Orlando. «E' al palo un provvedimento determinante per gli abruzzesi e vorrei ricordare che il 30 novembre si vota».
Intanto riguardo alla posizione di Del Turco e Boschetti, è arrivato ieri il parere dell'Avvocatura regionale secondo il quale Del Turco non può essere sostituito se non dal suo vicario, perché «fa parte del Consiglio regionale non in una funzione propria di consigliere regionale, come è per gli altri consiglieri regionali, ma per un fine istituzionale di rappresentanza e collegamento tra esecutivo e legislativo». Nelle condizione attuale, continua l'avvocatura, «appare del tutto coerente dover ritenere che il Presidente dimissionario da tutte le sue cariche per motivazioni non politiche ma personali, non possa continuare ad essere» considerato nella funzione di «presidente della Giunta regionale», dunque neanche di consigliere. Diversa la posizione di Boschetti, che, sostiene l'Avvocatura, rimane consigliere regionale anche se non potrà partecipare alle sedute del Consiglio perché non può uscire dal comune di residenza. Boschetti, unico tra gli indagati a non dimettersi dal ruolo di consigliere regionale durante il periodo di carcerazione, va dunque reintegrato. A questo punto, bisogna vedere se oggi l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale terrà conto del parere. In caso di reintegra, uscirà dal Consiglio regionale Giuseppe Forte che aveva sostituito Boschetti nel periodo di sospensione.

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