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Pescara, 06/05/2026
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Data: 21/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Il Pd insiste per un patto con l'Udc. Legnini vede De Laurentiis Dipietristi: mai con Di Matteo

PESCARA. Uno spiraglio che potrebbe favorire un accordo tra Pd e l'Udc. L'ipotesi ieri notte era appesa ad un filo, ossia ad un incontro tra il senatore del Pd, Giovanni Legnini e l'esponente dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis candidato alla presidenza della Regione. L'appuntamento arriva al termine di una giornata difficile per il Pd. «Tranne il risultato delle primarie che hanno visto una grande partecipazione, non c'è niente di nuovo», commenta il deputato Giovanni Lolli, ricordando la distanza tra Pd e Italia del valori. A confermare il gelo tra Pd e Idv una dichiarazione di D'Alema.
«In diverse realtà, concretamente si parla dell'Abruzzo», dice D'Alema, «Di Pietro lavora per dividere il centrosinistra e quindi per favorire la vittoria del centrodestra».
Un passo in avanti il Pd invece lo ha fatto con l'Udc. «Abbiamo chiesto all'Udc», spiega ancora Lolli, «se è in grado o può fare qualche apertura verso una coalizione di centrosinistra».
Ieri notte alle 21.30 sull'onda dell'incontro tra Legnini e De Laurentiis era rimbazata la notizia affidata ad alcuni sms di un accordo tra Pd e Udc. In realtà alcuni esponenti dell'Udc hanno incontrato a Roma il segretario Lorenzo Cesa per definire i criteri di realizzazione delle liste e mettere a punto il programma per le elezioni regionali. «Candidature, indicazioni programmatiche e strategie saranno resi noti domani alle 11.30 a Pescara», racconta De Laurentiis. Nel Pd quindi si profila un accordo che potrebbe portare ad una coalizione con l'Udc e qualche mini partito della sinistra, come Sd e Verdi. Altrimenti il Pd potrebbe affrontare le elezioni con il presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, nelle vesti di candidato.
Se con l'Udc ci sono spiragli di trattative con l'Italia dei valori c'è un abisso. Ieri il dipietrista Carlo Costantini candidato presidente alla Regione, ha tagliato corto sul Pd. «Io non arretro di un millimetro dalle posizioni che ho già espresso come, ad esempio, via gli indagati dalle liste». Costantini, infatti, ieri ha sentito che una parte del Pd tifa per lui, «c'è un feeling sulle cose da fare», rivela ma, nel contempo, il dipietrista nemmeno prende in condiderazione l'ipotesi di una lista dove ci sia l'assessore Pd, Donato Di Matteo, indagato come dirigente dell'Aca per i pozzi inquinati di Bussi, che domenica a racconto tanti voti nelle primarie. «Una accordo con Di Matteo?», riflette Costantini, «non lo faremo mai».

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