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Pescara, 06/05/2026
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21/10/2008
Il Centro
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Dilaga la protesta, migliaia in corteo. Occupazioni, autogestioni e assemblee contro la riforma Gelmini |
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Bruciato in piazza a Milano un testo della legge. I rettori dalla parte degli studenti E si mobilita anche Forza Nuova (destra) ROMA. Non conosce tregua la protesta contro le «riforme» del ministro Gelmini. Anche ieri migliaia di studenti liceali e universitari sono scesi in piazza in tutta Italia e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del decreto 137 (che introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e assemblee. «Il 23 ottobre - promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli». Sulla stessa linea l'Unione degli studenti che, al grido di «provate a fermarci», intende bloccare le scuole di tutta Italia. Intanto ieri una copia del decreto Gelmini è stata bruciata davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove oltre 200 studenti delle superiori hanno dato vita a un sit-in. A Livorno almeno 8 mila studenti hanno partecipato a una manifestazione che ha attraversato le vie del centro e a Pistoia altri 2 mila hanno sfilato sventolando cartelli con gli slogan «Noi la crisi non la paghiamo» e «Gelmini cambia lavoro». Nuove scuole sono state occupate invece a Roma, Trieste, Imperia e a Prato dove un preside ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Contestazioni anche a Napoli dove gli alunni del liceo Genovesi, dopo aver tentato un'occupazione, hanno indetto un'assemblea pubblica in piazza. Accolta al grido di «bocciata, bocciata» in una scuola di Carate Brianza, il ministro Mariastella Gelmini sostiene che «la mia riforma non ha niente a che vedere con l'università». Ciò nonostante ieri (mentre un gruppo di rettori lanciava al governo la proposta di «tagliare meno negli atenei dove si spende meglio») è stata una nuova giornata di mobilitazioni anche negli atenei di molte regioni. Alcune migliaia di universitari (15 mila secondo gli organizzatori) hanno sfilato a Palermo portando a spalla una bara di cartone e il rettore Giuseppe Silvestri, annunciando per oggi l'oscuramento del sito dell'Università e il blocco della didattica, si è schierato con gli studenti. Dal canto suo il preside della Facoltà di Scienze di Trieste, Rinaldo Rui, ha tenuto una lezione di fisica in piazza. Lezioni «open air» anche a Genova per gli studenti del corso di Storia della Russia e a Torino dove per oggi il movimento No Gelmini ha in programma la notte bianca. Mentre l'astrofisica Margherita Hack terrà una lezione domani in piazza della Signoria a Firenze. Oltre un migliaio di studenti dell'università di Padova ha poi «festeggiato» con un corteo la sospensione della didattica in tutte le facoltà decisa ieri dal Senato accademico per giovedì dalle 10 alle 13. Una cinquantina di studenti ha invece occupato simbolicamente il Rettorato dell'Università Politecnica delle Marche ad Ancona. E se a Catania è stata occupata l'aula magna di Scienze politiche, sale il livello della protesta anche a Cagliari dove circa 200 studenti hanno manifestato davanti al Rettorato. Ma l'offensiva anti-Gelmini non arriva solo da sinistra. Se, infatti, Azione studentesca continua a definire i ragazzi che scendono in piazza una «minoranza organizzata, figlia di una certa logica di sindacato», intanto anche gli studenti legati a Forza Nuova hanno annunciato la loro partecipazione agli scioperi e alle proteste.
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