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Data: 21/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lanciano. Il servizio resta carente. Trasporti pubblici: è sempre anno zero

LANCIANO - L'iniziativa risale a tre anni fa. Un Comitato, con politici, cittadini e rappresentanti di società di autolinee, si era messo al lavoro, in raccordo con la Giunta comunale, per riprogettare il trasporto pubblico a Lanciano. Buona idea, visto che in città il servizio di trasporto urbano è pressoché all'anno zero. Come è andata finire? Ce lo dice un cittadino che di quel Comitato faceva parte. «Semplicemente - sottolinea - un po' alla volta tutto è stato lasciato finire nel dimenticatoio. Eppure eravamo sulla strada buona, con alcuni progetti interessanti già individuati. In particolare, si era individuata la necessità di invertire una vecchia logica che continua a privilegiare il trasporto pubblico verso alcune frazioni che nel tempo si sono svuotate, ignorando i quartieri di nuova espansione densamente popolati». In questo contesto, trovano terreno fertile certe polemiche su parcheggi e viabilità, come quella in corso in questi giorni sulla "rivoluzione" attuata dal Comune al terminal dei bus della Pietrosa. «Assurdo - dice il presidente della Confcommercio, Angelo Allegrino - che nel centro di Lanciano l'amministrazione comunale abbia ridotto, invece di aumentare, il numero dei posteggi». Accuse pretestuose per l'assessore al traffico Gianpanfilo Tartaglia che ribatte: «Abbiamo solo messo in sicurezza un'area a rischio qual è quella del terminal dei bus della Pietrosa, per la tutela di studenti, viaggiatori e cittadini. E i primi giorni di sperimentazione stanno dando buoni risultati». A parte ogni polemica, resta il fatto incontestabile che nel centro urbano di Lanciano i mezzi pubblici sono quasi del tutto inesistenti. Qualche esempio? Quale bus collega i quartieri del Mancino e di via Milano con il Comune o il col mercato coperto? E il centro storico con l'ospedale, le poste di Via Rosato o l'Ufficio delle Entrate di via Tinari? E si potrebbe andare avanti all'infinito. Si ignora persino l'apertura della nuova stazione ferroviaria di via Bergamo: solo i collegamenti tra vecchia e nuova stazione sono assicurati dalla Sangritana. «La Regione non ci ha aumento il chilometraggio che più volte abbiamo richiesto» è la risposta del Comune. Vero, ma già adesso rivedendo i percorsi, che sono rimasti pressoché immutati da vent'anni, qualche risultato positivo si potrebbe ottenere.


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