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Pescara, 17/06/2026
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Data: 22/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - «A favore di Chiodi il 79% dei teramani». Il Pdl ricorda le cose fatte dall'ex primo cittadino: stadio, Prg e nuovo teatro

Il centrodestra fa quadrato dopo le bordate lanciate dal vicepresidente della Provincia, Giulio Sottanelli

Chiodi, ancora Chiodi, fortissimamente Chiodi. È lui l'uomo da copertina in questi giorni. Alle bordate sull'operato della sua amministrazione, portate dal vicepresidente della Provincia Giulio Sottanelli, il Pdl fa quadrato rendendo pan per focaccia. Inizia Paolo Gatti in tono profetico che consiglia ironicamente a Sottanelli di non sfogliare le pagine dell'Apocalisse prima di coricarsi: «Il suo astio verso Chiodi cozzerebbe contro il 79% dei teramani che in un sondaggio ha espresso il proprio parere favorevole». Rispedisce al mittente le accuse di un Prg in cui si è perso tempo: «In 35 anni non è stato approvato, ci voleva la nostra presenza per farlo, mentre la Provincia ha cercato di ostacolarlo». Stessa verve per il centro commerciale-stadio, per quel «progetto finanziario ereditato da Sperandio», come ha dichiarato Sottanelli, che Gatti bolla con un'affermazione netta: «Cose demenziali». In occasione dei fatti della discarica, il pidiellino attribuisce alla Provincia «un deficit di trasparenza ed una mancata programmazione» e rammenta la pessima situazione delle strade provinciali. Quindi, nell'abbrivio del cammino esaltante di Chiodi è possibile a questo punto che «Sottanelli ed i suoi amici perdano la guida di via Milli». Dal mazzo delle cose fatte lungo la gestione Chiodi, Gatti infine desidera estrapolare tre cose: lo stadio, il Prg ed il project del nuovo teatro.
Chiodi evidentemente fa discutere, provoca attacchi e, per la verità, fa anche fa scattare all'interno della sua coalizione repliche piccate da asserragliamento. L'ex capogruppo Pdl al Comune di Teramo, Corrado Robimarga, si stringe attorno alla sua figura: «Nell'intero panorama politico abruzzese- dice- rappresenta indubbiamente il nuovo». Tuttavia lo mette sul chi va là, e gli ricorda di tutti «quei trasformisti, incantatori di serpenti che già sgomitano per salire sul treno dei vincitori». Il presidente della Team, Lanfranco Venturoni, nel suo peregrinare in Abruzzo è stato sorpreso dal suo notevole consenso, perfino da sinistra: «Lui è davvero il segno della discontinuità, non proviene dalle sagrestie dei partiti, bensì dal popolo». Dall'altra parte della barricata è Carlo Costantini (Idv) a parlare: «Fino ad oggi non ho ancora capito chi c'è dietro di lui». Lino Befacchia, per 4 anni antagonista in Comune, ricordando la sofferenza e gli strascichi della nomina regionale, avverte l'ex sindaco «di non temere gli avversari, quanto di guardarsi bene dagli amici». Nel mondo del sindacato, Giampaolo Di Odoardo (Cgil) esprime il suo parere: «Persona intelligente e capace» sostiene, e se verrà eletto il segretario provinciale gli fornirà già la prima incombenza: una piattaforma sulle emergenze teramane. Si conclude il giro con la società civile: Marcello Olivieri di ViviCittà esprime la sua felicità ma lo ammonisce circa il suo seguito; si rallegra anche Enzo D'Ignazio del Movimento per i diritti umani e civili "La Colomba", «perché con Chiodi si torni ad avere fiducia nelle istituzioni».





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