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Pescara, 17/06/2026
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Data: 22/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Veltroni, appello al centrosinistra. Pd, via libera a Costantini ma è muro contro muro con Di Pietro sugli indagati

PESCARA - Costantini alla fine se lo prendono. Il veto cade perchè Antonio Di Pietro è un osso duro, durissimo e sul suo parlamentare non è disposto a mollare. Così alle dieci di ieri mattina il Pd inghiotte il rospo dipietrista: vialibera al candidato-presidente dell'Italia dei valori, non sarà una scelta condivisa machisseneimporta, la firma ce la possono sempre mettere dopo. Tutto a patto di ricostruire il centrosinistra, anche perchè far correre Di Pietro da solo è un rischio che il Pd non vuole correre: rischierebbe di essere sorpassato a sinistra.
Sciolto il nodo del presidente però l'accordo non si fa. A Roma gli incontri vanno avanti per tutto il pomeriggio di ieri e finiscono zero a zero con le tensioni della politica nazionale che finiscono di inasprire i contatti per l'Abruzzo. Colpa delle contropartite, perchè il Pd, dopo aver dato il vialibera a Costantini, prova a rilanciare su liste e listino tentando di barattare la candidatura a presidente con quella della pulizia delle liste. E solo un intervento di Veltroni a fine serata riapre uno spiraglio nelle trattative: il segretario del Pd parla di candidature della società civile, proprio quella che sta tanto a cuore a Di Pietro. Il nodo che scotta di più è quello degli indagati. Uno solo vuole il Pd: Donato Di Matteo, uscito vittorioso dalle primarie di domenica scorsa. E così sul fronte del centrosinistra si registra un altro dolorosissimo muro contro muro. Ma della legittimazione delle primarie però Di Pietro non sa che farsene. E così niente accordo. Neppure sul listino, sul quale il Pd tenta di rilanciare offrendo una sponda sicura a personaggi senza voti ma in cerca di stipendio sicuro. E anche qui la posizione dell'Idv e di Costantini è netta: «Il listino è il simbolo della debolezza del sistema, che noi dobbiamo trasformare in elemento di forza: inserendo candidati autorevoli che poi vadano a formare la squadra del presidente. Non accetteremmo mai di candidare nel listino i segretari di partito, tanto per fare un esempio». Mai. E anche sul fronte Udc c'è ancora massima confusione. E mentre Pierferdinando Casini in una intervista al "Riformista" annuncia che resterà single e che in Abruzzo correrà da solo, i vertici abruzzesi dell'Udc terranno oggi una conferenza stampa con Lorenzo Cesa. Ed è Walter Veltroni alla fine a lanciare un appello a tutto il centrosinistra «affinchè trovi una soluzione unitaria che sia in grado di vincere le elezioni. Da parte nostra non ci sono pregiudiziali e siamo a disposizione per una soluzione che unisca tutto lo schieramento, con personalità politiche e della società civile». E' l'ultima decisiva spinta per l'accordo in Abruzzo. Filippo Piccone, neo coordinatore del Pdl affonda: «Se arriva a a implorare chi gli ha dato del collaborazionista, vuol dire che Veltroni è disperato».

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