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Data: 22/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
"Porta a Porta". Veltroni: «Da Del Turco neanche un cenno ai suoi elettori»

PESCARA - E alla fine è stato Antonio Di Pietro a mettere Ottaviano Del Turco con le spalle al muro. E a trasformare "Porta a porta" di lunedì sera che per l'occasione aveva portato le sue telecamere a Collelongo, in un vero e proprio boomerang per l'ex governatore dell'Abruzzo. Per tutta risposta ieri mattina la Guardia di Finanza si è precipitata a Roma nella sede della Rai ad acquisire le cassette della trasmissione registrata qualche giorno fa a Collelongo, dove Del Turco ha l'obbligo di dimora. E lo stesso Luigi Pierangeli presidente Aiop, tirato in ballo con nome e cognome dall'ex governatore, ha dato mandato ai suoi legali di acquisire la registrazione per valutare gli estremi di una querela. Il giorno dopo la messa in onda di "Porta a Porta" interamente dedicata a Del Turco, in Abruzzo ri-scoppia il caso politico. I commenti sono unanimi: la lunga intervista di Vespa all'ex presidente, messo in difficoltà in almeno tre occasioni dall'ex pm di Mani pulite, si è rivelata un flop. Del Turco ha parlato a lungo dell'operazione di risanamento della sanità, come l'ha definita lui, avviata dalla sua giunta, ma non è riuscito a spiegare come mai avesse aperto le porte di casa sua in almeno diciotto occasioni a colui che definisce ancora un «bandito», cioè Enzo Angelini. E dopo le ripetute accuse lanciate al suo partito, il Pd, colpevole di averlo lasciato solo, è Walter Veltroni a prendere la parola: «Da Del Turco mi sarei immaginato che avesse detto due parole agli elettori che gli hanno dato fiducia in questi anni, ma il mondo è fatto così».
E da Catanzaro è l'Aiop, l'associazione italiana ospedalità privata, a parlare per conto degli abruzzesi: «Ci preme chiarire che il sistema dei controlli sull'attività delle case di cura, è interamente affidato ad organismi istituzionali che rispondono di eventuali omissioni. Quanto ai titolari di case di cura iscritti all'Aiop che dovessero risultare coinvolti in storie di tangenti o comunque, di procedure illegali, scatta l'espulsione senza possibilità di appello. Nel caso specifico l'Abruzzo non fa certamente eccezione».

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