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Data: 04/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco: abrogherò l'aumento delle spese. Il presidente: l'iter delle legge andava rispettato

L'AQUILA. «Una cosa è sicura: quell'emendamento sarà abrogato». Da parte del presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco nessuna esitazione, anzi gli aumenti economici dei consiglieri regionali 1.500 euro al mese per spese di rappresentanza, non ci saranno, verranno presto abrogati. Del Turco però non fa cadere la polemica, rilancia, puntualizza e vede anche aspetti positivi.
«Questa vicenda», sottolinea, «mi ha stupito mi sembra la prova generale di come una notizia infondata può suscitare un grande dibattito. Ma è anche un buonsegno perchè abbiamo seminato, in un anno di lavoro, la giusta reazione contro i costi eccessivi della politica».
Per Del Turco è anche «l'occasione per alcune osservazioni sulle istituzioni abruzzesi». «Qualcuno pensa», prosegue, «che il presidente della giunta ha un potere quasi sovrannaturale: non firmare le leggi che non gli piacciono, il presidente della giunta può fare una sola cosa, usare persuasione morale per cambiare una legge sbagliata, e poi sbrigarsi a riformarla, perchè la legge si può cambiare solo dopo che è pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Abruzzo. Guai ad una Regione dove il presidente può decidere di cancellare i paragrafi delle leggi che non gli piacciono. Adesso ci sono le condizioni che il Consiglio faccia in fretta il proprio dovere, cancelli quell'emendamento, e tranquilizzi così tutti, il presidente della Giunta per primo che aveva sollevato obiezioni verso una legge discutibile e sbagliata. Adesso che si è conclusa la parte della promulgazione della legge si può avviare l'iter della sua abrogazione. Può apparire baroccco questo sistema ma è una regola. A me piacerebbe saltare le regole che non mi piacciono, ma questo non è possibile».
Intanto, il progetto di legge per l'abrogazione delle spese di rappresentanza è all'esame della commissione competente e potrebbe essere discusso ed avviato al Consiglio regionale esaminata nelle prossime sedute.
L'iter è di esclusiva competenza dell'assemblea regionale. Solo dopo promulgata e pubblicata, la legge o una parte di essa può infatti essere abrogata con l'approvazione di una nuova Pdl. Il presidente della Giunta quindi non ha poteri di veto o di rinvio. Una nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale precisa «che il presidente della Regione ha l'obbligo di promulgazione delle leggi approvate dal Consiglio regionale entro il termine di 10 giorni dalla data di trasmissione ai sensi dell'art. 81/bis, 2º comma, del regolamento dei lavori del Consiglio Regionale».
In casi come questi, continua la nota, al presidente della Regione sono concessi solo poteri di persuasione morale che sono stati, come è noto, esercitati con la richiesta alla maggioranza di ritirare un emendamento discutibile. «Questo poteva fare il presidente», conclude la nota, «e questo ha fatto».
Anche l'esponente di centrodestra in consiglio regionale Giovanni Pace, intervenendo sugli aumenti ha ricordato che le leggi non si «cancellano, ma si abrogano attraverso una iniziativa legislativa che proponga, appunto, l'abrogazione» in tempi brevi. Nel rivendicare il merito di aver già preso questa iniziativa il 7 giugno rimettendo alla Presidenza del Consiglio Regionale una proposta di legge, Pace, sottolinea che «questa proposta che il Consiglio deve, se vuole, esaminare e può farlo in men che non si dica».

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