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Data: 22/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Atenei in rivolta, tafferugli a Milano. Sei studenti sono rimasti feriti. A Firenze 40mila in corteo. A Bologna occupata simbolicamente la stazione

ROMA. A Milano: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. A Bologna: denunce per sassaiola contro la polizia in stazione. Mentre arriva la notizia che il decreto-Gelmini verrà votato dal Senato mercoledì prossimo 29 ottobre (scade il 31) e che i sindacati confermano lo sciopero delle università indetto per il 14 novembre, intanto si alza il livello della protesta con il mondo dell'istruzione che è ormai una polveriera pronta ad esplodere. E' di sei manifestanti feriti il bilancio degli scontri tra forze dell'ordine e studenti universitari che ieri a Milano hanno protestato contro i tagli della legge 133.
Gli scontri sono avvenuti in piazza Cadorna quando i manifestanti, circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni, ma sono stati respinti dai carabinieri.
In precedenza le forze dell'ordine avevano bloccato in piazza Duomo, con un cordone di agenti in tenuta antisommossa, il corteo non autorizzato partito dall'Università statale. A Bologna alcune centinaia di studenti hanno invece dapprima fatto irruzione in Rettorato con tamburi, fischietti, fumogeni e alcune «bombe» di vernice rossa scagliate contro il portone, per poi passare alla stazione ferroviaria dove hanno occupato «simbolicamente» il primo binario per una decina di minuti e dove, secondo la questura, c'è stato un lancio di pietre contro la Polizia che ora denuncerà i responsabili.
Ha poi coinvolto circa duemila studenti il sit-in davanti al rettorato de La Sapienza di Roma dove il Senato accademico ha indetto per il 24 una giornata di mobilitazione e dove una delegazione di studenti ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per consegnargli una lettera in cui gli si chiede di «prendere posizione». Il presidente ha ribadito che la sua funzione «non è politica».
Rettorato occupato ieri anche a Trento, lezioni in strada e assemblee invece a Torino e Genova, mentre oltre 40mila persone tra studenti, precari, lavoratori dell'Università e studenti delle superiori, hanno partecipato a Firenze alla più grande manifestazione degli ultimi anni nel capoluogo toscano, al grido di «la ricerca si fa non si distrugge» e «Gelmini sei, sei, sei rimandata». Un altro corteo di studenti universitari e delle scuole superiori ha attraversato il centro di Napoli e in circa 10mila hanno poi manifestato a Palermo dove il sito dell'Università è stato oscurato per protesta. Infine anche l'Università della Basilicata ha deciso lo stato di agitazione.
Intanto, tra occupazioni e cortei, la rivolta proseguiva anche sul fronte delle scuole. Occupati da due giorni svariati istituti di Trieste, dove sabato si terrà una manifestazione. Autogestioni anche a Napoli, mentre un corteo spontaneo di un centinaio di liceali ha sfilato ieri a Genova: qui insegnanti, personale Ata, famiglie e studenti occuperanno simbolicamente venerdì sera il quartiere della Pianta, dove è nata la prima scuola a tempo pieno della città. Infine cresce il numero degli istituti occupati nella Capitale dove gli insegnanti del I circolo didattico Pietro Maffi stanno da ieri simulando il modello Gelmini: maestri unici nelle classi con orario ridotto. E hanno già fatto sapere che «non funziona».

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