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Pescara, 17/06/2026
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Data: 23/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Pietro: «Non arretriamo di un millimetro» Ultimatum al Pd: quarantotto ore di tempo per chiudere le trattative. «Costantini non si tocca»

Verso le elezioni. La soluzione indicata da Veltroni per mettere insieme Udc e Idv non piace all'ex ministro. Situazione tesa

PESCARA - Adesso tocca a Di Pietro. Nessun passo indietro, manco di un millimetro arretrerà il leader di Italia dei Valori, nè su Costantini nè sul no agli indagati: una replica secca, decisa, un ultimatum in piena regola quello lanciato ieri sera al segretario del Pd Walter Veltroni dopo un'altra giornata di inutili trattative. Quarantotto ore di tempo, poi lo stop e ognuno per i fatti suoi. Perchè il tira e molla dura da troppo tempo e non fa bene all'immagine del partito, dicono all'Italia dei Valori. E perchè il Pd fa buon viso a cattivo gioco: a Roma tratta sulla pulizie delle liste e in Abruzzo festeggia gli eletti alle primarie, con Di Matteo in testa. Ma soprattutto perchè ieri mattina, dopo la conferenza stampa di Cesa con cui l'Udc annuncia di correre da sola con De Laurentiis candidato alla presidenza, le parole di Veltroni sono apparse all'improvviso più chiare. Ha usato la lente d'ingrandimento Di Pietro per capire dove voleva andare a parare Veltroni nel suo appello di martedì al centrosinistra, quando diceva di essere a disposizione «per una soluzione che unisca tutto lo schieramento, con personalità politiche e della società civile». E ha concluso che quella non era per niente un'apertura, tutt'altro. Era un nuovo drammatico rilancio sul nome di Costantini, piazzato a poche ore dal vialibera al candidato dipietrista: per mettere d'accordo tutti, Costantini e De Laurentiis, Idv e Udc, Veltroni ha indicato una terza soluzione, cioè un esponente della società civile. E a questo punto Di Pietro ha preso carta e penna.
«Alleato avvisato, coalizione salvata - dice l'ex ministro - L'Idv ha candidato alla Regione Abruzzo Carlo Costantini e ha presentato un innovativo programma, frutto di incontri e confronti con tutte le parti sociali. E' questo un impegno che abbiamo preso con gli elettori e non intendiamo recedere di un millimetro. Come non intendiamo recedere, in alcun modo, rispetto all'impossibilità di accettare candidature di persone coinvolte in inchieste giudiziarie. E su questo punto non ci possono essere "primarie" che tengano!». Il carico da undici ce lo mettono pure Costantini e il segretario Alfonso Mascitelli: «Se altri partiti vogliono aiutare il nostro sforzo per dare la possibilità all'Abruzzo di potersi fidare di una classe dirigente nuova sono i benvenuti, purchè accettino anch'essi, come li abbiamo accettati noi, questi presupposti irrinunciabili. Altrimenti saranno solo a doversi assumere la responsabilità della rottura della coalizione. Soprattutto, dicano come vogliono fare e al più presto, perchè i tempi stringono e non possiamo aspettare oltre». Le regole a questo punto sono chiare, non c'è più molto spazio per le trattative. Prendere o lasciare, dice Di Pietro inchiodando il Pd alle sue responsabilità: che sono quelle di un partito che non ha nessuna intenzione di dare un forte segnale di cambiamento, che non vuole raccogliere l'invito dei segretari provinciali a lasciare a casa la vecchia classe dirigente, che continua a candidare alle primarie le solite vecchie facce e persegue il rinnovamento candidando al massimo mogli e fratelli di politici di lungocorso. Quasi rassegnato alla sconfitta e impegnato soltanto a garantire l'elezione con quel che consegue ai soliti noti. Uno scenario che l'Ialia dei Valori non vede l'ora di cancellare. Stamattina l'ultimo decisivo incontro. Inutili, finora, i disperati appelli dei vecchi alleati: «Il Partito Democratico - dicono i Comunisti italiani - lavori per impedire che il peggior centrodestra torni a governare la Regione. Noi vogliamo l'unità del centrosinistra: se è utile, anche attraverso la candidatura dell'onorevole Carlo Costantini quale segno di discontinuità rispetto alla parte più degenerata delle politiche regionali».




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