L'AQUILA. Ancora una fumata nera nella commissione Bilancio chiamata ad esaminare la manovra di bilancio di 24 milioni di euro contenente provvedimenti urgenti tra cui circa 7 milioni di euro per le spese elettorali e misure molto attese per sociale ed edilizia scolastica. Ieri la seduta è durata pochi minuti ed è stata aggiornata ad oggi alle ore 10, quando dovrebbe intervenire anche l'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico.
Il motivo dell'ennesimo rinvio è stato l'insufficiente presenza dei consiglieri di centrosinistra. Come ha sottolineato non senza disappunto il presidente della commissione Bilancio, Angelo Orlando, il centrosinistra non aveva i numeri per discutere e approvare il provvedimento. Alla luce del clima di confusione e di conflittualità e considerando che il Consiglio regionale con all'ordine del giorno la manovra finanziaria è stato fissato per le ore 11, non è difficile ipotizzare un'altra giornata di passione, tensione e rinvii. E' improbabile infatti che in un'ora la commissione Bilancio, chiamata a verificare anche una quarantina di emendamenti alla bozza approvata dalla Giunta, possa licenziare il provvedimento; c'è il rischio concreto che l'ultima seduta dell'assemblea regionale in questa legislatura possa ancora slittare a domani. C'è da ricordare che, come se non bastasse, il calendario di oggi è arricchito anche da una riunione della Giunta in programma alle ore 9,30. Molto duro il commento del presidente della Commissione Orlando che censura anche l'atteggiamento dell'Italia dei Valori, assente dalla riunione di ieri. «Quello che è accaduto è sconvolgente» accusa il consigliere regionale di Rifondazione, «il centrosinistra non aveva i numeri sufficienti per licenziare un provvedimento determinante per molte categorie di abruzzesi, ai quali gli stessi consiglieri assenti andranno a chiedere di essere rivotati alle elezioni del 30 novembre e primo dicembre». Orlando rincara la dose: «Siamo in pieno regime di follia, sembra che il Consiglio regionale sia diventato un autentico parcheggio di scambio per una maggioranza che non esiste più e che lega l'incomprensibile tatticismo dell'Idv che ha assunto un'immagine fantasmatica con l'assenza cronica dei consiglieri». «Tra dieci giorni», continua Orlando «andranno a casa i precari della sanità, entreranno in crisi le comunità montane, si scateneranno contenziosi contro la Regione, non si potranno organizzare le elezioni per carenza di fondi. E mentre il centrodestra fa il proprio mestiere, la maggioranza non si assume nessuna responsabilità».