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Pescara, 17/06/2026
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23/10/2008
Il Centro
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Il Pd cerca alleati, Di Pietro detta l'ultimatum. L'Udc candida De Laurentiis, Rifondazione Acerbo. Oggi vertice con Veltroni |
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L'Unione di Centro: porta aperta a chi accetta il nostro programma ma il candidato non si tocca PESCARA. Mano a mano che i due partiti si avvicinano il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa somiglia sempre più al segretario del Pd Walter Veltroni. Così ieri a Pescara Cesa ha annunciato che l'Udc correrà da sola alle prossime elezioni regionali, «ma anche» con i partiti che vorranno appoggiare il candidato presidente Rodolfo De Laurentiis. Puntata tattica dunque quella dell'Unione di centro in attesa che finiscano i colloqui romani tuttora in corso. Nel frattempo Rifondazione comunista ha presentato anche il suo candidato di bandiera, l'ex deputato Maurizio Acerbo, chiudendo la porta all'ipotesi di un'alleanza larga Udc-Pd-Idv-Prc. «Vogliamo liste pulite e niente Udc», ha detto il segretario Marco Gelmini. Continua invece per la propria strada Carlo Costantini, candidato dell'Italia dei Valori, che prosegue il fitto programma di incontri da candidato presidente, appoggiandosi al comitato elettorale insediato su quattro vetrine di corso Umberto a Pescara (Costantini ha seguito il consiglio di Di Pietro: chi prima inizia è già a metà dell'opera). Col cerino in mano è rimasto il Partito democratico che sta affannosamente cercando una via d'uscita per non andare solo al voto e per non cedere troppo all'iniziativa degli alleati. «Stiamo lavorando sulla scia veltroniana cercando un candidato che può fare la sintesi tra le proposte in campo», spiega il portavoce del Pd abruzzese Massimo Luciani. Un nome nuovo dunque, della politica o della società civile. L'ipotesi che qualche retroscenista dà per certa nelle prossime ore, guardando anche agli sviluppi romani della vicenda della Commissione di vigilanza della Rai, dove Udc e Pd potrebbero ritrovarsi alleati (tra l'altro De Laurentiis è, non da ieri, il candidato Udc al Consiglio dell'amministrazione della Rai e la cosa potrebbe pesare). Veltroni vedrà oggi a Roma tutta la dirigenza del Pd abruzzese, da Luciano D'Alfonso a Giovanni Lolli, per chiudere la partita. Ci sarà anche l'ex presidente del Senato Franco Marini. LA SCELTA DELL'UDC Cesa però, ieri in conferenza stampa all'hotel Esplanade è stato chiaro: «Il nostro candidato è De Laurentiis. In nessun caso la candidatura sarà ritirata. Il Pd? Non dipende da noi, se vuole aderire alla nostra iniziativa ben venga». Nel frattempo con l'Udc andranno l'Udeur (alcuni esponenti del partito di Mastella saranno candidati nelle liste dell'Unione di centro), la Lega d'Abruzzo, l'Unione dei cattolici e altri movimenti di base («ma la lista sarà unica», ha precisato Cesa, «e il gruppo in Consiglio sarà un gruppo unico»). Per il Partito democratico la scelta non è facile. Perché il voto in Abruzzo si sta complicando e ingigantendo per il segretario nazionale Veltroni. Ieri il quotidiano la Stampa, riportanto la cronaca di un comizio di Massimo D'Alema per lanciare la grande manifestazione del Pd di sabato prossimo a Roma. Il cronista della Stampa Fabio Martini ha riportato i timori di alcuni dirigenti dei democratrici: «Altro che resa dei conti alle auropee. Se in Abruzzo l'Italia dei Valori prende un voto più di noi Walter salta subito». L'ULTIMATUM DI TONINO D'altra parte l'Italia di Valori non sta a guardare e incalza il tentennante alleato. Antonio Di Pietro non è rimasto per nulla soddisfatto dal risultato delle primarie del Pd per la composizione delle liste. In particolare non è soddisfatto di quei 5mila voti, primo risultato assoluto, ottenuti dall'assessore regionale Donato Di Matteo, che per l'ex magistrato di Mani pulite dovrebbe invece rimanere a casa in attesa di chiarire la sua posizione di indagato nell'inchiesta sull'acqua inquinata di Bussi (anche di questo Veltroni parlerà a Roma con gli abruzzesi). «Alleato avvisato, coalizione salvata», tuona Di Pietro dalle righe di un comunicato firmato con Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli: «L'Italia dei Valori ha preso un impegno con gli elettori e non intendiamo recedere di un millimetro. Come non intendiamo recedere in alcun modo rispetto all'impossibilità di accettare candidature di persone coinvolte in inchieste giudiziarie. E su questo punto non ci possono essere primarie che tengano». L'Italia dei Valori torna comunque a tendere una mano a quei partiti «che vogliono aiutare il nostro sforzo per dare la possibilità all'Abruzzo di potersi fidare di una classe dirigente nuova». Ma scelgano in fretta, dice Di Pietro, «perché i tempi stringono e non possiamo aspettare oltre». «NIENTE PIÙ SCUSE» Toni simili a quelli usati da Rodolfo De Laurentiis per presentarsi agli elettori. «Niente più scuse», grida il manifesto elettorale (poco più di una bozza, senza nome e senza l'indicazione della candidatura, ma i tempi stringono, come dice Tonino). «Il nostro è un progetto di sviluppo e di riscatto morale», dice De Laurentiis. «La regione deve diventare una casa di vetro. E l'istituzione deve riacquistare la dignità perduta, perché gli eventi che sono accaduti non appartengono al nostro essere abruzzesi». Nelle liste, che l'Udc presenterà tra pochi giorni, De Laurentiis ha assicurato che «non ci sarà posto per chi ha avuto situazioni non in sintonia con la nostra richiesta di trasparenza». Linguaggio felpato ma singolarmente vicino a quello di Di Pietro. Forse un ticket Costantini-De Laurentiis potrebbe essere la sorpresa di questa stagione.
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