Dalla Ue ok condizionato al piano. Governo battuto su un emendamento Pd
ROMA. Con 309 sì, 250 no e due astenuti la Camera vota la fiducia al Governo sul decreto Alitalia. Il testo, che scade all'inizio della prossima settimana, passa al Senato per la conversione definitiva. E, con il sottosegretario all'Economia Vegas, il governo risponde alle osservazioni mosse dal servizio Bilancio della Camera e dall'opposizione, e promette: il decreto «salvaguarda la compatibilità comunitaria» e non comporta «minori introiti per il bilancio dello Stato».
Ma non tutti i problemi sono risolti. E' forte, infatti, il malumore della Lega per lo stop imposto dalla fiducia a un emendamento che prevedeva la possibilità per il governo di stipulare accordi bilaterali per incrementare il numero di voli internazionali. Un primo passo, insomma, per la liberalizzazione degli slot a tutto vantaggio di Malpensa. La questione sarebbe stata al centro di un giro di telefonate tra i vertici della Lega, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro Tremonti e lo stesso presidente del ConsiglioBerlusconi. E ora la Lega, come dice il vicepresidente dei deputati Reguzzoni, «non dispera di recuperarlo in futuro». Intanto, l'opposizione critica sia la fiducia che il merito del provvedimento. «Siamo davanti a un vero svilimento del ruolo e della dignità del Parlamento, causando una grave erosione delle basi dell'ordinamento democratico», spiega Andrea Martella (Pd), ribadendo che «l'Esecutivo ha gestito come una mera operazione di facciata la vicenda Alitalia». Durissimo Di Pietro. «Non votiamo la fiducia - sostiene il leader di Idv - a un governo pericoloso per la democrazia e per il Paese, che è latitante e che a colpi di fiducia svuota il Parlamento del suo ruolo». Insomma, conclude Di Pietro, «Berlusconi ha truffato gli italiani e ricattato i lavoratori di Alitalia, come un truffatore che si allontana dalla legalità». Intanto, la maggioranza è stata battuta alla Camera su un ordine del giorno presentato dal Pd che prevede la liberalizzazione degli slot di Malpensa e Linate lasciati liberi da Alitalia. Hanno votato a favore 271 deputati, tra cui 6 dell'Italia dei valori, 35 della Lega e 16 del Pdl. Tra questi i tabulati registrano anche i voti del presidente della commissione Trasporti Valducci e di Gaetano Pecorella. I voti contrari sono stati 212, mentre 21 gli astenuti. E' la sesta volta dall'inizio della legislatura che il governo va sotto durante il voto in Aula. «E' la prima volta che su una questione di vitale importanza per il nord - spiega Emanule Fiano, firmatario dell'emendamento - l'alleanza di governo si spacca». Infine, dall'Europa arrivano notizie poche confortanti. Un sì condizionato al piano di privatizzazione di Alitalia e un no al prestito-ponte da 300 milioni di euro. Questo l'orientamento di Bruxelles che dovrebbe decidere entro la metà di novembre. Intanto, Alitalia ha segnato un forte calo dei passeggeri a settembre (-28,3% secondo i dati dell'associazione europea delle compagnie aeree) e si appresta a tagliare dal primo novembre parte del network.