Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 24/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Patti elettorali, il Pd punta su un professore. Mattoscio in prima fila. Costantini: espediente per far perdere tempo

Vertice a Roma e Pescara per trovare una intesa elettorale ma il centrosinistra resta diviso

PESCARA. Il nome, top segret, della società civile che il Pd proporrà alla coalizione di centrosinistra, è quello di Nicola Mattoscio presidente della Fondazione Caripe, preside della facoltà di Scienze manageriali. E' la novità che il Pd ha riportato da Roma dopo un vertice nazionale con l'ex presidente del senato Franco Marini, i parlamentari e il segretario regionale D'Alfonso. Mattoscio è l'ipotesi che almeno nelle intezioni del Partito democratico dovrebbe unire Italia dei valori, Udc e Rifondazione, ma è anche l'ultima proposta.
La speranza di un accordo prevede un iter complicato: la candidatura di Nicola Mattoscio dovrebbe far scattare il ritiro di quella dell'Udc che punta su Rodolfo De Laurentiis e quella dei dipietrsiti che vede in Carlo Costantini, il candidato presidente. Scenario che ieri sera nella successiva riunione abruzzese che il Pd ha tenuto a Pescara con Rifondazione, Sinistra democratica e Verdi, è parso improbabile. L'alternativa, come hanno spiegato a chiare lettere i dirigenti Pd, e che ognuno poi andrà per suo conto, con la prospettiva di arrivare alle elezioni regionali del 30 novembre, con quatto se non cinque candidati presidenti, regalando la vittoria al centrodestra. L'ennesima fumata nera, dopo le molte aspettative di un accordo, ieri sera ha innescato una girandola di polemiche. L'Italia dei valori si è lanciata in uno scontro frontale con il Pd. «Mattoscio?», replica Costantini, «degnissima persona ma noi abbiamo preso la nostra posizione da settimane e, francamente, a prescindere dalla persona quella di Mattoscio appare un espediente per guadagnare tempo. I vertici del Pd vogliono porre la loro base davanti a un fatto compiuto, ossia comunicare il nome del loro candidato uno due giorni prima la chiusura delle liste. Così da tre settimane procede il Pd, tra affermazioni di accordi chiusi e le docce fredde di trattative nemmeno iniziate. Mi sto convincendo che il Pd non ha nessuna volontà di fare accordi. Allora lo dicano apertamente ai propri elettori che vogliono candidare gli indagati e non vogliono marcare quella discontinuità con il passato che noi abbiamo chiesto». Costantini è dirompente. «Il Pd lo dica ai suoi elettori», polemizza il candidato dipietrista, «che non vuole costruire una coalizione per sconfiggere il centrodestra ma vuole preservare alcune postazioni di potere per i suoi dirigenti. Dica la verità perchè presto parlerò io, e parlerò agli elettori». Vista l'aria di rottura Rifondazione ha ribadito che correrà da sola con il proprio simbolo e con un proprio candidato presidente, Maurizio Acerbo. Lo ha fatto presente il segretario regionale Marco Gelmini, sottolineando che «il tempo è ormai scaduto». A scendere in campo ieri è stato anche il segretario nazionale del Pdci, Oliviero Diliberto che si schierato con Costantini. «Noi vogliamo l'unità del centrosinistra, se è utile anche attraverso la candidatura di Carlo Costantini dell'Idv quale segno di discontinuità». Sconsolato il commento di Gianni Melilla segretario regionale di Sinistra democratica. «L'Abruzzo è diventato solo una pedina insignificante di una partita nazionale».
Infine una piccola buona notizia arriva dall'interno del Pd, Giorgio D'Ambrosio sindaco di Pianella, macchina da guerra per consensi elettorali non ha nessuna intenzione di andare all'Udc. «Nel modo più assoluto», assicura D'Ambrosio, «io appoggio il candidato Pd, Antonello De Vico. La mia aspirazione è candidarmni alla presidente della Provincia di Pescara»

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it