S'infiamma il dibattito. L'onorevole del Pd tira le orecchie a Befacchia mentre lavora con Nisii
Tira buffetti simpatici all'Udc, lavora con Nisii per il «bene comune», lancia bordate a Befacchia e a Lanciotti, sollecita Sperandio e dà del "berluscones" all'ex pm Antonio Di Pietro, chiaramente passando per Chiodi, inevitabile a quanto pare di questi giorni. Tommaso Ginoble, onorevole Pd, interviene in un momento in cui la formazione politica teramana vive un momento delicato. L'ultima vicenda, quella della consigliera regionale Stefania Misticoni, che si fa da parte per perorare la causa Sperandio, ne è un esempio. «E' tuttavia un candidatura autorevole- spiega il rosetano- soprattutto per il suo stile, per il suo modo di far politica, e può rappresentare un punto fermo nelle rivendicazioni del mondo della scuola». Commenta la veloce apparizione e sparizione di Lanciotti: «Le primarie erano libere- fa capire- ci si poteva candidare, ma evidentemente non era convinto dell'appoggio della sua organizzazione». Tira le orecchie al preside Befacchia: «Deve rispettare il lavoro degli altri, non si può essere generosi quando si è impegnati e poi, una volta fuori, cambiare atteggiamento». Del gruppo dei 40 di Valdo Di Bonaventura non sa nulla e ricorda a chi gli muove critiche di uno sbilanciamento verso la costa del Pd «che ognuno si costruisce la propria storia con fatica, con il lavoro giornaliero e con il sudore». Però stende il ramoscello d'ulivo a Lino Nisii per un «comune interesse»: «Nei momenti di difficoltà le persone intelligenti hanno il dovere di essere ragionevoli e di stare insieme senza litigare». Al neocandidato governatore Gianni Chiodi, l'onorevole riserva un ossimoro: «Lo ricorderemo per il suo assordante silenzio per lo scippo di Berlusconi nei riguardi del IV lotto della Teramo Mare e della Pedemontana, ciò significa che siamo noi a difendere le ragioni dell'Abruzzo». Nelle sue mire la ricostruzione del centrosinistra, perché diventi una coalizione larga e nuova, passando per l'avvicinamento dell'Udc, che Ginoble accoglie con molto favore: «Stiamo lavorando per questo, se qualche partito lo impedirà se ne assumerà tutte le responsabilità» minaccia. Se Di Pietro non sceglierà il centrosinistra, ciò significa che «è il principale alleato di Berlusconi». Discorso che non fa una piega. Chiude con Del Turco, con cui Ginoble ha avuto tre anni di esperienza comune: «La mia stima nei suoi riguardi è rimasta quella del passato, certo ognuno ha le proprie responsabilità, ora tocca ai magistrati».