PESCARA. «Non sono disponbile». E' la risposta di Nicola Mattoscio presidente della Fondazione Caripe. Il nome di Mattoscio, secondo le intenzioni del Pd doveva mettere d'accordo tutti, dai dipietristi a Rifondazione, ma è durato lo spazio di una notte. Ieri mattina è stato lo stesso Mattoscio a telefonare al segretario del Pd Luciano D'Alfonso e confermare il suo diniego a candidarsi a capo del centrosinistra. Così, ancora una volta, una possibile intesa è sfumata. In Abruzzo si è sperato anche in un «dialogo» tra Veltroni e Di Pietro, ma questa occasione non ha dato frutti. Il Pd ora ha due altenative: cedere al candidato dipietrista, Carlo Costantini o correre da sola.
C'è anche l'ipotesi di cercare un patto con i centristi di Casini che, però, hanno fatto sapere al Pd regionale, che l'Udc abruzzese non ha avuto il via libera da Roma. A rimanere isolato, quindi, è il Pd. Una posizione singolare dal momento che il partito di Veltroni in Abruzzo riesce, come accade oggi, ad organizzare 52 pullman per la manifestazione di Roma contro il governo Berlusconi ma, nel contempo non ha la forza di costruire un alleanza con partiti alleati. Ieri i dipietristi hanno lanciato un appello. «Facciamo un appello alle forze di centrosinistra per un gesto di generosità», ha fatto presente il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli, «abbiamo proposto una candidatura seria e di prestigio come quella di Costantini. Nome che è stato singolarmente condiviso da tanti esponenti del mondo politico. Sbaglia chi pensa ai diktat. Fino all'ultimo contiamo sulla possibilità di una convergenza sul suo nome. Dobbiamo ricercare il valore dell'unità, un atto di generosità e, comprendere che i tempi così ridotti non consentono a nessuno di tornare indietro».
Su un accordo in extremis interviene anche Rifondazione. «A questo punto per uscire dalla crisi il centrosinistra deve accettare la candidatura di Costantini, collocando inoltre fuori le liste l'assessore Donato Di Matteo perchè indagato», fa presente il segretario Prc, Marco Gelmini, «se non sarà fatto Rifondazione è pronta a correre da sola con il suo candidato, Maurizio Acerbo».
Da registrare anche l'appello indirizzato a l'ex presidente del senato Franco Marini, di due esponenti politici del centrosinistra, l'avvocato Carmine Ciofani e Cesare D'Alessandro, consigliere regionale. «Senatore Marini, condividiamo il suo intervento», scrivono Ciofani e D'Alessandro, «che auspica l'unità del centrosinistra. Per battere la destra è l'unica strada percorribile. Così come riteniamo necessaria un'ampia alleanza che dia spazio, oltre che ai partiti, alle associazioni, ai movimenti, alla società civile. Però, l'Idv non ha posto ultimatum a nessuno, anzi ha raccolto la disponibilità di quasi tutto il centrosinistra che il 19 agosto scorso ha indicato Costantini quale candidato, che, a cinque giorni dalla presentazione delle liste ed a due mesi dalla proposta, rimane l'unico nome espresso. Occorre da parte del Pd la stessa disponibilità che Costantini ha dato a Pescara cinque mesi or sono, consentendo a D'Alfonso di vincere brillantemente le elezioni al primo turno».