La ceriminia del premio vissuta con l'"incubo" dalla festa del sindacato
PESCARA. Premi Flaiano e Rock duro. Difficile convivenza domenica sera al Teatro D'Annunzio. Roba da far sudare freddo gli organizzatori. In realtà, la vicina festa della Cgil è diventata alla fine il pretesto per una serie di spunti comici che hanno coinvolto un po' tutti i personaggi del Flaiano, dal conduttore Andrea Vianello agli attori premiati, come Enzo Iacchetti e Flavio Insinna.
«Presto ragazzi, dobbiamo accelerare perché incombe la minaccia della Cgil». Quando il conduttore "richiama" con tono semi-serio il notaio e la giuria, alle prese con lo spoglio delle votazioni, è solo l'inizio. La battuta di Vianello diventa quasi un intercalare durante le due ore di spettacolo, mentre di tanto in tanto, quasi come un "monito", gli altoparlanti della Cgil sparavano qualcosa. Così, quando sul palco sale Enzo Iacchetti a ritirare il suo Pegaso d'oro, la "lite" Flaiano-Cgil è trasformata dall'attore di Striscia in un altro gustoso siparietto. Il Rock duro promesso dal sindacato arriva in realtà puntuale cinque minuti prima della mezzanotte, proprio mentre sul palco del D'Annunzio sale l'ultimo premiato. Il risultato è un fuggi-fuggi generale dagli spalti del teatro all'aperto, tanto ormai lo spettacolo era alla fine.
Prima di chiudere con il Rock'on test, la festa per il sessantenario della Cgil aveva vissuto il suo ultimo dibattito Il lavoro nel cuore, coordinato da Sandro Marinacci, con Betty Leone, Giuseppe Casadio, Carlo Ghezzi, Nevio Felicetti, Adelchi De Collibus, Umreto Coccia, Roberto Campo, Mimì D'Aurora, Franco Leone e Paolo Castellucci.
Intanto la polemica sorta tra Pescara Futura e la Camera del lavoro, proprio per la difficile convivenza dei due eventi nello stesso spazio del D'Annunzio, ha avuto un'altra coda. «Mi ero "permesso"» scrive il capogruppo della lista civica, Berardino Fiorilli «di porre l'attenzione sul pericolo, le difficoltà e l'inopportunità di far convivere due eventi importanti come la festa Cgil e il Premio Flaiano, troppo vicini in termini spaziali e temporali. Per tutta risposta la dirigenza della Cgil, a mezzo del segretario Castellucci, anziché raccogliere il suggerimento, si è scomodata in un'aspra critica sulla mia persona, addirittura durante un dibattito pubblico, trascurando del tutto la serietà della questione e liquidando il problema con un accordo grazie al quale la musica sarebbe iniziata dopo le premiazioni».
Il risultato? «Peggiore dei timori paventati: una pessima figura internazionale, dove un premio come il Flaiano ha dovuto correre nei tempi con l'affanno e il fiato sul collo della musica rock e gli urlatori di numeri di lotteria della festa sindacale. Bravi, davvero bravi!».
A chi vanno i ringraziamenti ironici di Fiorilli? «Al Comune, per aver permesso tutto ciò e non avervi neppure posto rimedio quando si era accorto del pasticcio». E al sindacato, «che con arroganza spaventosa non ha saputo neppure rinunciare ad una serata di musica (elemento non essenziale per i diritti dei lavoratori!) e che urlando i propri numeri della lotteria ha costretto i conduttori del Premio ad interviste compresse dei prestigiosi personaggi intervenuti, provocando al ilarità e la rabbia del pubblico presente». Quindi l'amara conclusione: «La cultura della città si misura innanzitutto in termini di rispetto e di capacità di convivenza tra persone, associazioni ed eventi. Ieri sera mi sono vergognato per la mia città!».