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Data: 25/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dipendenti pubblici, anche Cisl e Uil confermano gli scioperi. Per ora

ROMA Gli scioperi dei dipendenti pubblici sono confermati, non solo dalla Cgil ma anche dalla Cisl e dalla Uil. Almeno per ora. «Fino a che non ci sarà una certezza reale sugli impegni economici illustratici ieri da Brunetta, gli scioperi restano» ha spiegato Salvatore Bosco, segretario della Uil Pa. Bosco sottolinea anche che per adesso il sindacato «non ha firmato nulla».
In effetti l'accordo raggiunto giovedì fra il ministro della Pubblica amministrazione e alcune sigle sindacali non ha prodotto ancora la firma di un documento. La Cisl e la Uil hanno solo dichiarato una loro disponibilità a firmare. Ora però chiedono che le proposte di Brunetta vengano formalmente riconosciute dall'intero governo. Rino Tarelli, segretario della Cisl-Funzione pubblica, annuncia che la revoca dello sciopero arriverà «solo se a Palazzo Chigi il governo conferma e sottoscrive ufficialmente quel documento».
Nell'accordo proposto l'altro giorno da Brunetta, il governo si impegna a recuperare le risorse tagliate dalle buste paga del 2009 (per la precisione, dai premi e dalle indennità delle singole amministrazioni). Nello stesso tempo, se i sindacati firmeranno darebbero di fatto la loro approvazione a quei 70 euro lordi di aumento finora rifiutati perché ritenuti insufficiente.
Carlo Podda della Cgil ricorda che questa cifra equivale a 47 euro netti. La Cgil non firma e prepara lo sciopero, e questo è chiaro. Più confusa la situazione negli altri sindacati. All'interno di Cisl e la Uil si sta tenendo un acceso dibattito, e in entrambe le confederazioni le categorie della scuola hanno detto di no. La Confsal, molto forte nella scuola, pur essendo spesso etichettata come un sindacato vicino al centrodestra, ha espresso con energia la sua contrarietà: il segretario generale Marco Nigi ha parlato di «cannibalismo» del governo che aumenta gli stipendi tagliando sui precari (Brunetta ha risposto che «un sindacato serio non può dichiarare cose false»).
Intanto dal sito del Dipartimento Funzione pubblica è sparito il testo dell'accordo inizialmente messo in rete. Al suo posto si può leggere una sintesi che contiene qualche dettaglio inedito. Per esempio, si scopre che le risorse recuperate per reintegrare i premi e le indennità sarebbero non più i 200 milioni fino a oggi dichiarati da Brunetta, bensì 220.

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