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Pescara, 17/06/2026
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Data: 26/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Casini: «L'Udc non accetta diktat» Il leader centrista lancia la sfida del suo partito, che correrà da solo alle elezioni

PESCARA - «Una battaglia d'identità e di difesa degli interessi dei cittadini abruzzesi»: Pierferdinando Casini, presidente dell'Udc ed ex presidente della Camera dei Deputati, sceglie queste parole per definisce la decisione del suo partito di presentarsi da solo alle elezioni del 30 novembre, le elezioni con cui gli abruzzesi sceglieranno un nuovo governatore e un nuovo Consiglio regionale, dopo la tempesta giudiziaria di Sanitopoli che ha travolto l'esecutivo Del Turco ed aperto la strada al voto anticipato.
Dunque l'Udc scenderà in campo da sola, e con Rodolfo De Laurentiis candidato alla presidenza della Regione.
«Certo, con De Laurentiis. Noi dell'Udc siamo gli unici a proporre una vera discontinuità con le precedenti esperienze di governo della Regione Abruzzo, sia quelle di destra che quelle di sinistra. E De Laurentiis è persona di grande competenza, una competenza che gli viene riconosciuta da tutti. Non vuole riconoscerlo solo chi subisce le logiche romane, quelle stesse logiche che hanno penalizzato e continuano a penalizzare gli abruzzesi. Politiche calate dall'alto, verticistiche, che non tengono conto delle esigenze locali. Basti pensare alla questione delle preferenze: a livello locale tanti esponenti del Pdl sono d'accordo con noi, ma poi vengono puntualmente fermati dalle prese di posizione delle loro dirigenze romane».
Ma De Laurentiis, lei lo sa, è considerato in corsa anche per un altro traguardo importante, oltre a quello della Regione: un posto nel nuovo consiglio d'amministrazione della Rai.
«Beh, De Laurentiis non è certo uno che corre il rischio di restare disoccupato. Ma si è impegnato a fare questa battaglia nella sua regione, ha voglia di farla: è una battaglia d'identità e di difesa degli interessi dei cittadini abruzzesi. E' un impegno forte. Noi non siamo sfascisti, come quelli dell'Italia dei Valori che fingono di essere venuti dalla luna e invece hanno i piedi piantati, molto ben piantati, sulla terra. E noi non siamo neanche finti "nuovisti" come quelli della destra, che le loro occasioni per mostrare quello che erano in grado di fare le hanno avute, ma le hanno fallite. Noi crediamo che gli abruzzesi, piuttosto, non abbiano dimenticato due politici del calibro di Gaspari e Natali, loro sì che hanno fatto tanto per la loro terra».
Ieri, in un'intervista rilasciata al nostro giornale, il segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, ha sostenuto la necessità di un'intesa con l'Udc per allargare la coalizione di centrosinistra e sfidare il Pdl alle elezioni con possibilità di vittoria. Lei non crede sia possibile riuscire, in extremis, a comporre le differenze fin qui emerse tra i partiti dell'attuale centrosinistra e l'Udc e accordarsi su un progetto di governo, oltre che su un candidato presidente condiviso?
«Io capisco la posizione di D'Alfonso. E giudico del tutto logico il suo tentativo di giungere ad un'intesa con noi. Ma il problema sono le posizioni assunte da Di Pietro, alla luce delle quali mi sembra alquanto impossibile pensare ad un accordo. Non ho molta fiducia in un mutamento della situazione. Noi andremo da soli, con il nostro candidato presidente De Laurentiis, esponente di assoluto rilievo della nostra area di riferimento, l'area moderata».
Un'area moderata che, però, il Pdl dichiara di rappresentare in toto, e con questa dichiarazione si è presentato in campagna elettorale con la ferma intenzione di convogliare sul suo candidato presidente, Gianni Chiodi, i voti dell'elettorato centrista abruzzese.
«Noi abbiamo dovuto affrontare, nelle scorse settimane, un'offensiva improvvida di Berlusconi, che ritiene di detenere il monopolio dell'area moderata. Ma si sbaglia. E noi non siamo certo gente per tutte le stagioni, e sicuramente non accettiamo diktat da nessuno. L'Udc è una partito forte, solido, con una sua identità ben precisa. Gli abruzzesi lo sanno, e ci premieranno ancora una volta».



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