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Pescara, 17/06/2026
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Data: 26/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Il Pd propone Di Orio ma si prepara Paolini. Il presidente vicario candidato in caso di fallimento dell'alleanza con Udc e Idv

PESCARA. Enrico Paolini potrebbe essere il candidato del Partito democratico alla corsa per le regionali. L'ipotesi si sta facendo strada in queste ore mano a mano che diminuiscono le probabilità di un accordo con Italia dei Valori e Udc. Il Pd scioglierà le riserve domani, nel corso di un'assemblea regionale all'Aquila. «Io e i miei colleghi dirigenti di partito», precisa il segretario regionale Luciano D'Alfonso, «dedicheremo fino all'ultimo minuto possibile ogni energia per costruire la coalizione». In caso contrario avanzerebbe Paolini. «Se dovessimo procedere soli, per noi è un punto solido di riferimento per l'attività istituzionale», spiega D'Alfonso.
«Una grande risorsa del nostro partito», aggiunge D'Alfonso, «che ha saputo disimpegnare le competenze della Regione in un momento difficilissimo. Io l'ho avuto mio collaboratore 10 anni fa come valente assessore al Turismo, per cui coincidono sia le valutazioni personali che politiche». Paolini potrebbe guidare una coalizione composta da Pd, Sinistra democratica, Verdi, Comunisti Italiani e forse Rifondazione.
Ma fino a domani per D'Alfonso e per il Pd il problema è riuscire a costruire «l'alleanza che è capace di vincere», Pd-Unione di Centro-Italia dei Valori, con un nome nuovo come candidato che superi lo stallo delle candidature Udc (Rodolfo De Laurentiis), e Idv (Carlo Costantini).
Il Pd pensa al rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Orio, «persona di grande e indiscutibile valore, attorno al quale si è riscontrata una posizione di favore e di stima crescente», dice D'Alfonso. Cauto Di Orio (il cui nome era già stato speso per le regionali del 2005) che dà la sua disponibilità «solo nel caso di una coalizione che comprenda tutti i partiti del centrosinistra». «Mi rendo conto», aggiunge «che accetterei per senso di responsabilità di fronte ad una richiesta che venisse dall'intero fronte del centrosinistra, Idv compreso. Prendo anche atto che mi si dice che sarei l'unica figura in grado di mettere insieme tutto lo schieramento, da Rifondazione a dipietristi. Per quanto riguarda l'Udc, nessuna preclusione: bisogna mettersi intorno ad un tavolo affrontare e parlare».
Ieri in occasione della grande manifestazione nazionale del Pd a Roma ha parlato di alleanze anche Massimo D'Alema: «Si deve capire che senza Pd non c'è alternativa a Berlusconi. E se in Abruzzo stiamo cercando un candidato unico l'Italia del Valori deve collaborare». Lo stesso vale per l'Unione di centro: «Spero che anche l'Udc sia contro Berlusconi», ha concluso D'Alema, «sarebbe sbagliato se fosse spinta ad un ritorno con le destre».
Anche il vicesegretario nazionale Dario Franceschini ha esortato a ritrovare le ragioni dell'alleanza, ricordando che «la gente adesso ci chiede unità; ci possono essere differenze e anche attriti, ma ora dobbiamo rispondere alla domanda di fare insieme opposizione. E l'Abruzzo è l'occasione per creare una larga intesa che batta la destra. Spero ci lavorino tutti».

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