Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 27/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Di Pietro-D'Alfonso, ultime ore per l'accordo. L'Italia dei valori dice no alla candidatura Di Orio e conferma Costantini

Il segretario Pd: i nostri elettori ci chiedono unità

PESCARA. «Abbiamo tutta la notte e tutta la mattina per decidere. Ma è certo che alle 17 di domani (di oggi per chi legge) prenderemo una decisione. E sarà all'altezza della situazione e della grande forza che il Pd ha messo in campo a Roma». Il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso è sicuro che alla fine la grande coalizione del centrosinistra si farà. E sarà, dice, una coalizione «il più possibile grande e aperta ad altri soggetti» in grado di vincere alle elezioni regionali del 30 novembre. Per raggiungere questo obiettivo, D'Alfonso confessa di essersi affidato anche alla «preghiera laica» del beato Giuseppe Lazzati.
Ma soprattutto a quei «72 pullman cho ho guidato alla manifestazione di Roma di sabato, che ci hanno affidato il compito di rilanciare la coalizione».
All'ottimismo di D'Alfonso, completato da un appello meno ottimistico alla «responsabilità e generosità», segno che ci sono ancora molti ostacoli da superare, (anche se D'Alfonso aggiunge di «registrare condizioni generali di reponsabilità») ieri ha risposto l'ottimismo più ruvido del presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Rispondendo alle domande di Lucia Annunziata sulla trasmissione "Trenta minuti" su Rai 3, Di Pietro ha assicurato che Pd e Idv «stanno lavorando alacremente» e che ci sono «ottime possibilità di andare insieme».
«Prima dell'Abruzzo», ha ricordato Di Pietro, «si vota in Alto Adige, dove siamo già insieme. In Abruzzo ci auguriamo e vogliamo stare tutti insieme». Ma per Di Pietro le condizioni restano quelle di sempre «Lì si vota non perché io ho il mal di testa, ma perché una parte della classe dirigente del Pd è finita in galera. Noi chiediamo che chi è indagato faccia un passo indietro e non si candidi». Dunque per Di Pietro è ancora Carlo Costantini, il deputato pescarese dell'Idv, il nome sul quale la coalizione deve convergere. «Il miglior candidato per l'Abruzzo», assicura l'ex magistrato. Quanto alla candidatura unitaria del rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando Di Iorio, avanzata ieri da D'Alfonso, il leader del Idv ha domandato ironicamente: «Ma lui lo sa? Una candidatura non si tira fuori dal cappello. Costantini nasce da anni di impegno sul territorio».
«Spero che capiscano», ha insistito Di Pietro, «che già facciamo una corsa in salita: se poi candidiamo gente inquisita diventa difficile. A che serve tirar fuori un secondo candidato se dopo una verifica sul territorio tutti sono felici e contenti? E poi», ha concluso «cos'è questa storia: che se il candidato è il loro va bene, se è nostro non va bene?».
Un passo avanti tra i due partiti c'è comunque stato, perché l'assessore regionale ai Trasporti Donato Di Matteo non dovrebbe essere ricandidato - così come pretende l'Idv, ma anche Sinistra democratica e Rifondazione -, nonostante i voti presi alle primarie. Una scelta difficile anche per il sindaco D'Alfonso che aveva chiesto e ottenuto l'aiuto di Di Matteo alle ultime comunali. Di Matteo farà dunque un passo indietro in attesa di chiarire la sua posizione nell'inchiesta sull'acqua inquinata di Bussi, appena chiusa dalla Procura di Pescara, nella quale è indagato come ex presidente dell'Aca (l'assessore tra l'altro ha chiesto da tempo di essere ascoltato dai magistrati).
Resta invece in alto mare la questione dell'Udc, che ha lanciato il suo candidato Rodolfo De Laurentiis e non sembra intenzionato a tornare indietro. L'Udc correrà con le insegne dello scudocrociato e sotto il nome "Unione di centro" assieme a candidati dell'Udeur (due per ogni lista provinciale) e di altre formazioni della diaspora democristiana. D'altra parte alcuni sondaggi danno l'Unione di centro al 6% se correrà da sola e al 3% se correrà con il centrosinistra, e per Pier Ferdinando Casini la scelta è obbligata. Scelta ribadita dal segretario regionale Antonio Menna: «Noi andremo da soli. Punto e basta, il resto sono fantasie del sindaco di Pescara».
Se il tentativo di D'Alfonso non dovesse andare in porto si sta già scaldando l'attuale presidente vicario della Regione Enrico Paolini, che potrebbe guidare una coalizione di Pd e altri partiti della sinistra, senza Idv e Udc (e forse senza Sinistra democratica che potrebbe scegliere di correre con Di Pietro). Una soluzione "istituzionale" che al momento viene lasciata come ultima ratio dai dirigenti del Partito democratico. La decisione nell'assemblea di oggi all'Aquila all'Hotel Duca degli Abruzzi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it