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Pescara, 17/06/2026
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Data: 28/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Pd e IdV, pace fatta: sì a Costantini. Non ci saranno indagati nelle liste. E' rottura con Di Matteo: «Non sono un delinquente»

Verso le elezioni. Sarà lui il candidato governatore del centrosinistra. Marini: possiamo vincere

PESCARA - Il Circo Massimo, là nella piazza. E tre ore prima sui pullman, ascoltando i contadini di Ortona, le mamme anti-Gelmini e anche i disillusi, quelli che a votare non ci vorrebbero andare. E durante il corteo in un bar di piazza San Silvestro. Comunque, a Roma: è lì che Pd e Italia dei Valori hanno fatto la pace e stretto il patto per l'Abruzzo, lì a Roma in piazza sui bus e per le strade che Veltroni e Di Pietro hanno deciso di correre insieme a qualunque costo, lì Luciano D'Alfonso ha deciso che va bene, Carlo Costantini sarà il candidato di tutta la coalizione. Lì nel bar di piazza San Silvestro che i deputati del Pd e dell'Idv con Franco Marini hanno detto basta scantonare, quella piazza merita di più.
L'accordo è fatto, praticamente fatto già sabato scorso ma i contatti le riunioni le assemblee vanno avanti per tutta la giornata e la notte di ieri, e la telefonata che sblocca le ultime indecisioni c'è alle 13.30: è Veltroni che telefona a Di Pietro, che gli garantisce che su Costantini e liste pulite c'è l'okay dell'Abruzzo. Tanto che nel pomeriggio è lo stesso ex pm di Mani pulite a confermare a Milano nel corso di un convegno alla Statale che «sì, abbiamo trovato un accordo col Pd per le prossime elezioni». Ma non c'è ancora un comunicato ufficiale, soltanto un corteggiamento a distanza tra Pd e Costantini, buone maniere tra alleati forzati, segnali di distensione. Nient'altro:l'accordo non si chiude perchè ci sono ancora parecchi dettagli da discutere, la coalizione resta aperta anche perchè il Pd lascia una porticina socchiusa per l'Udc. Con cui Veltroni a Roma continua a trattare ma nella serata i centristi venivano dati per persi. Con sollievo di Rifondazione, che dentro non ce li vuole ed è pronta a correre da sola. D'Alfonso però continua a coltivare il suo sogno di una coalizione larghissima, «faremo il possibile per tenere tutti dentro, l'Udc è impegnata in un confronto interno molto impegnativo ma noi non disperiamo».
E piuttosto anche il Pd deve fare i conti con l'opposizione interna: e ieri sera Donato Di Matteo e Enrico Paolini hanno animato il fronte del no all'accordo con Italia dei Valori. Il primo rimarrebbe escluso dalle liste nonostante il successo alle primarie perchè indagato; e il presidente vicario, indicato come candidato di bandiera nel caso in cui il Pd fosse rimasto solo, ha scarsissime possibilità di essere inserito in lista. Ma le indiscrezioni dicono che per Di Matteo è già pronto un posto di assessore al Comune di Pescara. Alla fine l'assemblea del Pd benedice all'unanimità l'accordo con Di Pietro. Approva le liste delle primarie, dà mandato al segretario regionale e ai corrdinatori provinciali di ricomporre la coalizione e di decidere eventuali "integrazioni" delle liste. Ma soprattutto approva la candidatura a presidente di Carlo Costantini. Usa la parola "integrazioni" l'assemblea del Pd ma intende dire "esclusioni": quella di Di Matteo, già assicurata formalmente da Veltroni e D'Alfonso ad Antonio Di Pietro. Tanto che l'assessore ai Lavori pubblici interviene duramente in assemblea, sostenuto da un sacco di simpatizzanti della Valpescara, accusando il suo partito di non averlo mai difeso «quando sono stato considerato un delinquente» e di non averlo «mai ringraziato per il lavoro svolto». La sua testa è stata già promessa, Di Matteo lo sa.
La situazione si sblocca però molto prima del voto del Pd. Alle 15.44 arriva l'appello all'unità di Costantini: «L'Abruzzo - scrive il parlamentare dipietrista - è un'occasione per ripartire, un possibile esempio per le prossime sfide elettorali. Senza il Pd, l'Italia dei Valori non può vincere. Senza l'Italia dei Valori, il Pd non può vincere. Insieme, invece, possiamo cambiare l'Abruzzo e dare un segnale per il rinnovamento del Paese. Ed io non sarò il candidato di un partito, ma degli abruzzesi. Spero che il Pd accolga questo mio invito all'unità. A vincere sarebbe l'Abruzzo». Con la lista del Pd correrà anche la lista civica "Democratici per l'Abruzzo" con nomi della società civile, poi Verdi, Sinistra Democratica, Idv, Comunisti italiani, Partito socialista e Rifondazione. «Finalmente l'accordo è stato raggiunto» dice Gianni Melilla di Sinistra democratica. «Abbiamo lavorato fin dall'inizio per una larga unità del centro-sinistra», ha dichiarato Gerardo Labellarte, commissario del Partito Socialista. E Franco Marini: «Mai avrei pensato che dopo quel maledetto 15 luglio si sarebbero create le condizioni perchè ci potessimo giocare una carte alle elezioni». Oggi la chiusura del cerchio.

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