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Pescara, 17/06/2026
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Data: 29/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - L'assessore Di Matteo: non faccio passi indietro

PESCARA. Assessore Donato Di Matteo, all'assemblea del Pd lunedì c'è andato giù duro».
«Piuttosto sono stato molto lucido. Ho raccontato la mia storia, chi sono e che cosa ho fatto e perché non posso essere confuso con altri».
«Si è spiegato perché è diventato il problema di questa alleanza?»
«Credo che ci sia un fatto personale. Il fatto stesso che esca solo il nome Di Matteo come indagato pur essendoci decine di indagati nelle liste la dice lunga».
Ma lei è quello più forte.
«Ma la politica si fa sulle linee di principio non su chi è il più forte. Se per esempio viene stabilito per principio che non si può candidare chi pesa più di un quintale e mezzo, quello ha un senso politico. Ma qui non c'è nessun senso. Io sono stato sempre inpegnato nel mio partito, da 35 anni. E ora alla fine non mi posso candidare?»
Dice l'Idv via gli indagati dalle liste. E lei è indagato.
«È solo un avviso di garanzia tecnico come presidente dell'Aca».
Non c'è solo l'Idv che lo dice. Anche Sinistra democratica e Rifondazione non la vogliono.
«Sono vecchi amici che hanno qualche piccolo astio con me, persone che si ricandidano per la quarta volta».
Come andrà a finire?
«Non lo so, veramente non lo so».
Comunque vada continuerà a stare nel Pd?
«L'ho detto: mi devono cacciare. Io non mi tiro indietro qualunque cosa accada. Lo devo a tutti quelli che mi sostengono, alla mia famiglia, a me stesso. Non posso uscire da questa vicenda come un condannato».
Ma è vero che l'Idv la vuole fuori perché senza i suoi voti il Pd prendererà meno di Di Pietro?
«Credo che ci sia anche questo motivo».

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