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Pescara, 30/04/2026
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Data: 30/10/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Centro turistico, via libera alla vendita. Il consiglio modifica il bando per l'alienazione della società

Dopo l'interpellanza di Lombardi, Di Stefano (Pd) ripresenta e corregge il documento approvato ad agosto. Di Pietro: «Prima dobbiamo confrontarci col territorio»

L'AQUILA. Via libera al bando per la vendita del Centro Turistico del Gran Sasso. Ieri mattina il consiglio comunale ha approvato la delibera proposta dal consigliere del Pd che "sana" le imprecisioni e corregge il tiro sull'atto approvato il 7 agosto scorso, precisando che il documento già approvato era «un mero atto di indirizzo» e che «l'assenso alla procedura concorsuale intendeva recepire l'informativa del sindaco». Il documento è stato ripresentato dopo l'interpellanza del consigliere Lombardi.
Era stato infatti proprio il consigliere di Forza Italia Enzo Lombardi, che tra l'altro è il presidente della commissione di Garanzia e Controllo, ad evidenziare i vizi della delibera e ad aprire la discussione sulla necessità di correggere il tiro. Il consiglio ha quindi approvato il documento presentato da Pietro Di Stefano (Pd) e ora l'iter può riprendere. Critica l'opposizione, che ha rilevato come la delibera approvata in precedenza presentava alcuni vizi formali e sostanziali, per questo ieri è diventata "informativa". «E' evidente che anche quando le intenzioni sono condivisibili (la privatizzazione del Centro Turistico del Gran Sasso), l'amministrazione comunale non manca di collezionare figuracce», ha sottolineato in un documento Luca Ricciuti del coordinamento di Forza Italia.
Nel pomeriggio il consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria per affrontare il problema dei tagli del governo alla scuola. E anche in questo caso all'emendamento della maggioranza si è aggiunto quello dell'opposizione, presentato sempre da Lombardi.
La seduta, che è stata anche sospesa per mancanza del numero legale e che si è poi chiusa con il voto pressoché unanime (Di Carlo si è astenuto) dei soli 20 consiglieri presenti (tutti, o quasi, di maggioranza), su un ordine del giorno che impegna la giunta ad esprimere «contrarietà ai tagli alle risorse per la scuola pubblica e per l'università e alla riduzione degli istituti scolastici nel territorio comunale». A rischio soppressione quattro scuole con meno di 50 alunni.
Un ordine del giorno con il quale si impegnano sindaco, giunta e consiglio a sostenere tutte le iniziative di mobilitazione tese a non far mancare a scuole e università pubbliche gli investimenti necessari. Anche la Provincia ha fatto la sua parte, e la presidente Pezzopane e l'assessore Di Pietro hanno confermato il «no» agli accorpamenti delle scuole.
Ma l'aula ha detto sì anche all'emendamento presentato da Lombardi - tra l'altro assente al momento del voto come tutti i consiglieri di minoranza - con il quale «il consiglio fa appello affinché venga comunque tutelato il diritto di docenti e studenti a svolgere le lezioni programmate». Un emendamento passato con 7 sì, 6 no e 3 astensioni. Numeri davvero esigui per una seduta "aperta". E alla fine non poteva mancare la questione dei corsi di formazione affidati alla Luiss. Il sindaco, "solleticato" da Perilli (Prc), ha difeso ancora la scelta operata, aggiungendo di esser rimasto stupito dal fatto che «l'università aquilana abbia scelto Bari per la formazione dei suoi dipendenti».

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