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Pescara, 30/04/2026
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Data: 31/10/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Centrodestra. La rabbia degli "alleatini" tagliati fuori. Nei sette posti d'oro due Chiavaroli: Federica e Ricardo. E An fa man bassa

PESCARA - Gli "alleatini" restano fuori. Non c'è posto nel listino targato Pdl nè per Carlo Masci nè per Giorgio De Matteis: inutile il lungo braccio di ferro della notte di mercoledì, inutili le telefonate di Lombardo a Berlusconi, le file dietro le porte che contano, le minacce di addio, i pugni sul tavolo. Tornano a casa con tanto di naso il leader di Mpa e quello di "Abruzzo futuro": per lui uno spasmodico andirivieni tra simboli e partiti, la fregatura incisa nel dna. Ma restano al palo anche i catoniani, prenotati speciali per una poltrona nel listino. Che alla fine fa una lunga serie di vittime: prima fra tutti Forza Italia, vista la netta prevalenza di aennini; poi la lista d'attesa formata da Benigno D'Orazio, Antonio Verini, Giuseppe Stanziale sponsorizzato da Pastore, lo stesso Maurizio Scelli che proponeva Gabriele Gravina. A farli fuori è la presidentessa provinciale dei giovani di Confindustria Federica Chiavaroli: vicinissima al coordinatore di An Fabrizio Di Stefano, risulta però in quota azzurra. La Chiavaroli guiderà il listino di Chiodi, scalzando Giuseppe Tagliente che finisce al secondo posto. Ma anche Antonio Del Corvo da Celano, concittadino di Filippo Piccone, viene indicato in quota azzurra nonostante sia di An. E sempre di An sono Gianfranco Giuliante, Alessandra Petri e Berardo Rabuffo, ex vice sindaco di Chiodi. Di azzurro ben nitido rimangono solo Tagliente e Ricardo Chiavaroli, al sesto posto nel listino. «E' una squadra fortissima, in grado di assicurare una reale governabilità dell'Abruzzo - dice il candidato presidente Gianni Chiodi al termine della riunione con Berlusconi- Il prossimo governo regionale, infatti lavorerà all'unisono e senza divisioni. Non mi sembra che questa garanzia possa venire da un centrosinistra dilaniato dalle polemiche».Col Pdl correranno altre tre liste: quella di Carlo Masci con il simbolo della Dc di Pizza e gli slogan "Abruzzo futuro" e "Rialzati Abruzzo"; la lista di Mpa e quella dei Socialisti. Pronta però col timbro di Berlusconi solo la lista del Pdl, dalla quale a sorpresa scompare a Pescara Guerino Testa; a Chieti il capolista è Pasquale Di Nardo, seguito da Mauro Febbo mentre per Mario Amicone reduce dall'Udc correrà Nicola Mincone; all'Aquila guida Luca Ricciuti, figlio illustre. Mugugni anche per le liste: in casa An minaccia la fronda Ortona, rimasta senza candidati e la Marsica storce il naso per la candidatura non concordata di Del Corvo.




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