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Pescara, 30/04/2026
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31/10/2008
Il Centro
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Contratto statali, sì di Cisl e Uil, no della Cgil. Epifani: «Ora è sciopero generale» Aumento di 49 euro netti al mese |
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ROMA. Settanta euro mensili lordi (49 netti) di aumento dal prossimo anno, più 113 euro netti nella prossima tredicesima come indennità per i mesi in cui il contratto non c'è stato. Il rinnovo del contratto di lavoro dei ministeriali apre la strada al rinnovo di tutti i settori del Pubblico impiego, ma la Cgil non firma e proclama scioperi regionali per il 3, 7 e 14 novembre e lavora a uno sciopero generale nazionale per i primi di dicembre. Il ministro Renato Brunetta usa la formula dell'elezione del pontefice per dare la notizia dell'accordo con Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae: «Nuntio vobis gaudium magnum». Poi definisce l'accordo «onesto» e anticipa che la Cgil «non ha firmato per l'esiguità delle risorse». «Con questi chiari di luna - dice Brunetta - distribuire 6 miliardi di euro per i contratti della Pubblica amministrazione mi sembra onesto, mantiene il potere di acquisto. La Cgil è libera di dire "non basta", dovere del governo è quello di andare avanti. Quello di oggi è un grande risultato che ci consente di procedere con i singoli comparti». Il «no» della Cgil, che rappresenta da sola il 45% dei lavoratori pubblici iscritti al sindacato, lo spiega il segretario Guglielmo Epifani: «Il perché è presto detto. C'è un aumento del 3% nel biennio, che è inferiore all'inflazione reale, non c'è la certezza della restituzione degli oneri accessori. C'è l'impegno a ridarli, ma nessuna certezza sulla restituzione del maltolto. Non è stato fatto niente per i precari. Non troviamo un motivo per cambiare opinione. La Cgil non firma e non sottoscrive. Denuncerò il tentativo di ridurre i salari dei dipendenti pubblici». Poi l'affondo contro chi ha firmato: «Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto questa scelta che non ha precedenti nel settore pubblico. E' un errore che non resterà senza conseguenze: un'ulteriore divisione in una giornata che doveva essere di grande unità». Parla dei comizi del mattino in piazza del Popolo a Roma, davanti ai manifestanti per la scuola. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, si «dispiace moltissimo della scelta della Cgil», ma ammette che l'aumento di 70 euro «è basso». Durissimo Luigi Angeletti, numero 1 della Uil: «La Cgil sta smettendo di essere sindacato». «Quella di oggi - spiega Renata Polverini, segretario dell'Ugl - è una firma politica. Perché c'è un'intesa con il governo che si impegna a recuperare le risorse sottratte al pubblico impiego con la Finanziaria». E' quello che dice anche Epifani, in fondo, c'è l'impegno ma non la certezza. Il giudizio politico che dà il sindacato vicino ad An è diverso. «Il governo ha preso un impegno solenne per evitare che a gennaio per la prima volta i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro stipendio». La questione ruota tutta intorno al salario accessorio, nell'aumento per i ministeriali 60 euro lordi sono l'aumento salariale, 10 sono il salario accessorio, quello tagliato per essere ridistribuito solo con il secondo livello contrattuale, ancora tutto da definire. Cisl e Uil si fidano dell'impegno del governo, la Cgil e gli autonomi no. La Finanziaria ha tagliato 200 milioni, dalla disapplicazione delle leggi speciali ne arriveranno circa 500. Le risorse recuperate dovranno essere destinate all'incentivazione della produttività dei dipendenti «mediante criteri rigorosamente selettivi» da individuare nei contratti nazionali dei vari comparti. «Il protocollo d'intesa riguarda le amministrazioni centrali - osserva Carlo Fiordaliso, Uil poteri locali - non Sanità e Autonomie locali. Senza convocazione restano in piedi le mobilitazioni». «Noi riconfermiamo gli scioperi regionali, il 3 novembre nel Centro Italia, il 7 nel Nord e il 14 nel Sud e nelle isole. E avviamo le procedure per lo sciopero generale con manifestazione a Roma i primi di dicembre», dice Carlo Podda Fp-Cgil.
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