PESCARA - Trasporti, sanità ed infrastrutture. Sono le parole chiave del programma politico ed elettorale di Rodolfo De Laurentiis, candidato presidente alla Regione Abruzzo, alle prossime lezioni regionali, per l'Udc. De Laurentiis aprirà la propria campagna elettorale lunedì a Pescara, alla presenza del leader Pierferdinando Casini, alla Sala dei Marmi della Provincia.
De Laurentiis, peerché avete scelto di andare da soli, senza allearvi con nessuno? «Gli indicatori economici degli ultimi sette anni dicono che il Pil regionale è diminuito, la crescita dell'occupazione è inferiore del 3% rispetto alle altre regioni. Destra e sinistra hanno schiacciato imprese e cittadini con l'Irap arrivata al 5,25% e l'Irpef all'1,4. C'è una fascia di cittadini abruzzesi che rischiano di diventare poveri. Non potevamo allearci con i responsabili di questo sfascio. Noi diamo attenzione concreta ai bisogni dei cittadini, lo abbiamo chiesto ai principali interlocutori, Pdl e Pd, ma ci è sembrato di parlare ai sordi». Infuria la battaglia sulle liste pulite e sulla trasparenza, qual è la posizione dell'Udc? «Non può essere il tribunale personale di Di Pietro a giudicare chi può candidarsi e chi no. Noi siamo per la trasparenza. I nostri eletti avranno redditi e proprietà familiari pubblicate su Internet, dati aggiornati continuamente: una sorta di blind trust. Chi avrà responsabilità regionali sarà al di sorpa di dubbi sulla moralità. Noi facciamo questa operazione senza fare troppe chiacchiere come qualcun altro». I trasporti sono da sempre il suo cavallo di battaglia, quale futuro per le 53 aziende regionali? «Ne occorre una unica, con diminuzione dei costi ed aumento della qualità dei servizi. Inoltre i gestori devono essere scelti con gare, con una vera liberalizzazione, così si abbattono realmente i costi. Sulle ferrovie abbiamo l'idea che la Sangritana possa e debba essere concorrenziale alle Fs, mentre bisogna far partire gli interporti. Quello di Avezzano è pronto dal 2000 ma ancora senza nessuno che lo gestisca». Capitolo sanità, sono dolori con un debito enorme, quale cura? «Le responsabilità sono chiare e precise: basta con la politica che decide perfino i primari. Noi mettiamo i cittadini al centro dell'offerta di salute. Vogliamo la sospensione del piano sanitario targato Del Turco ed un osservatorio epidemiologico per costruire una rete ospedaliera integrata, funzionale e sanza doplicati». L'Abruzzo è la regione dei parchi ma non ha una sua riconoscibilità. «Natura, storia ed architettura vanno valorizzati con la creazione di un brand e la riforma dell'Aptr in collaborazione con le camere di commercio. Richiederemo all'Unione europea una fiscalità di vantaggio per i residenti delle aree vincolate, che devono fare i conti con alcune limitazioni. Occorre una politica nuova che attiri le imprese spazzando via i quaranta passaggi burocratici oggi necessari per far nascere un'azienda».