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Data: 01/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
In arrivo una marea di cassa integrazione. Metalmeccanici, sciopero il 12 dicembre e un elenco di richieste al governo

Rinaldini, leader della Fiom, prevede una crisi non breve e fabbriche che lasciano a casa i lavoratori, vera emergenza sociale

ROMA. Sciopero generale il 12 dicembre delle tute blu della Fiom contro l'ipotesi di riforma di Confindustria sul nuovo modello contrattuale e la politica economica del governo. La decisione è stata presa ieri dall'assemblea nazionale dei delegati del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, che si è aperta con l'intervento del segretario generale, Gianni Rinaldini, il quale ha prospettato nelle fabbriche una «marea di cassa integrazione».
Per la prima volta da tanto tempo, si sono visti insieme, e concordi, Rinaldini, Cremaschi e lo stesso Epifani. Proprio il leader della Cgil ha parlato di una crisi di «eccezionale portata» (una «bufera»), convinto che si possa usare il 70% delle risorse del gettito Irpef in più per detassare in modo strutturale le tredicesime e allargare la platea dei pensionati che ricevono la quattordicesima. E' una delle proposte del pacchetto che sarà presentato mercoledì per fronteggiare la crisi nell'assemblea dei delegati che si riuniranno a Roma al Palalottomatica. Dopo la grande manifestazione unitaria sulla scuola e l'accordo separato sugli statali, sarà inevitabile parlarne: la piazza «emozionante» della mattina, da cui veniva una richiesta di unità e la spaccatura del sindacato del pomeriggio, rispetto alla quale, ha detto Epifani, «noi abbiamo la coscienza pulita. Non giochiamo mai contro altri, non vorrei che sia il contrario per altri: che si vince quando si divide». Rinaldini ha chiesto l'estensione degli ammortizzatori sociali a tutto il mondo del lavoro dipendente; di ritornare per la cassa integrazione all'80% della retribuzione; la detassazione, dal 2008 al 2009, della tredicesima; il superamento della ?vergogna' del fiscal-drag con una misura strutturale automatica di rivalutazione dell'aliquota per impedire il drenaggio fiscale. Ma anche un'aliquota fiscale del 40% per le stock option delle aziende, la tassazione delle rendite finanziarie dal 12,50 al 20%; e un aumento delle risorse per la cassa integrazione in deroga nei prossimi due anni. No invece alla ?beffa' della detassazione degli straordinari. Epifani ha detto che «nel primo semestre 2008 l'Irpef è aumentato di 8,5 miliardi rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente. Il 70% del gettito Irpef lo pagano dipendenti e pensionati. Noi chiediamo che sia usato per una riduzione fiscale sulle tredicesime e allargare la platea dei pensionati che beneficiano della 14ª, previsto dall'accordo sul welfare». Secondo Epifani, sarebbe una misura per ridare ossigeno alle famiglie e restituire ai lavoratori ciò che è stato pagato in più senza vantaggio. Ma il segretario Cgil manda un messaggio anche al presidente di Confindustria: «lo Stato non può tornare solo per qualcuno, non può essere quello a cui le imprese chiedono aiuto pubblico per poco tempo e poi si fa da soli: se lo Stato deve tornare ad essere, deve tornare ad esserlo per tutti», ha aggiunto, chiedendolo nei servizi pubblici fondamentali, come scuola o sanità.

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