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Data: 01/11/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, offerta Cai. No di hostess e piloti. Firmano i confederali e l'Ugl La cordata si sfila, poi ci ripensa

ROMA. Cai comprerà Alitalia. Almeno così si è impegnata a fare dopo una giornata al cardiopalma. Quando tutto sembrava perduto, il grande tessitore Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza, ha convocato a Palazzo Chigi i vertici sindacali e quelli aziendali della Compagnia aerea italiana. Un ultimo disperato tentativo che ha sortito il suo effetto. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno emendato e firmato il contratto proposto dalla Compagnia aerea italiana. Gli autonomi no.
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, presidente e amministratore delegato della Cai, hanno fatto la loro offerta: un miliardo di euro, un partner internazionale, venti soci pronti a sostenere l'operazione. Soddisfatto il premier Silvio Berlusconi. Nel tardo pomeriggio, quando Cai tentennava, era intervenuto in prima persona telefonando a Roberto Colanninno. Restano fuori dall'accordo le sigle autonome di piloti, assistenti di volo e personale di terra, determinate a non sottoscrivere un documento a loro dire penalizzante per i lavoratori. Serviranno giorni per capire i dettagli di un'operazione ancora non del tutto conclusa. Il passaggio dall'offerta all'acquisto, infatti, è previsto per il 12 novembre quando dovranno sciogliersi una serie di dubbi ancora sul campo. L'impegno a comprare consegnato al commissario di Alitalia Augusto Fantozzi è condizionato dalle decisioni che prenderanno l'Unione europea sul prestito e l'Antitrust. L'altra condizione era la sottoscrizione del contratto di lavoro, avvenuta almeno parte.
Ci vorrà tempo per capire con chi e come voleranno gli aerei della Compagnia aerea italiana, se saranno solo quelli di Alitalia e se sarà ricomposta la lite fra Roberto Colaninno e Carlo Toto, aggiungendo così alla flotta Alitalia quella AirOne. Se Intesa SanPaolo, cervello dell'operazione, rientrerà del debito che Toto ha nei confronti dell'istituto amministrato da Corrado Passera.
Il ruolo di AirOne nella vicenda è importante. Il contratto sul quale disegnare le nuove regole del rapporto dei lavoro per il trasporto aereo, infatti, è quello di AirOne e non di Alitalia. In più, e questo ha irritato molto le sigle autonome, la Compagnia aerea italiana avrebbe avuto intenzione di non assumere i lavoratori non del tutto padroni del proprio tempo: madri lavoratrici, persone titolari dei diritti della legge 104 che concede tempo per le cure dei familiari deboli, anziani bambini, handicappati. La discussione con gli autonomi si ferma prima di entrare nel merito del contratto. I criteri per l'assunzione, giudicati odiosi da Anpac e Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl, sono in un documento preliminare. Un preambolo considerato pregiudiziale dalla Compagnia aerea italiana.
I confederali lo cambiano e sottoscrivono, gli altri no. Per molte ore la Compagnia di Colaninno recalcitra. Vorrebbe il consenso di tutti. Teme il caos negli aeroporti se i rappresentanti dei lavoratori si oppongono agli accordi che dovranno regolare le assunzioni degli oltre 12 mila che resteranno dentro. Per qualche ora si parla di ritiro della Cai dall'operazione di salvataggio Alitalia. Vito Riggio, presidente dell'Enac, riprende il ritornello di un mese fa: senza acquisto, ritiro della licenza e aerei a terra. Interviene Palazzo Chigi, su un doppio binario. Gianni Letta scrive e lima il suo Lodo. Convince i confederali a riscrivere insieme le parti controverse. Le madri tornano a essere candidabili all'assunzione. Si procede ma agli autonomi non basta, decidono alla fine di non tornare neanche alla Presidenza del consiglio. Su un altro binario Silvio Berlusconi non si risparmia nell'affondo contro i sindacati. Fa anche di più. Chiama Roberto Colaninno e lo convince. Con quali argomenti, ufficialmente, non è dato sapere. Il colloquio è telefonico e informale. Qualcuno è pronto a giurare che c'entrano qualcosa le aspettative degli industriali sulla crisi economica e finanziaria e perfino le difficoltà oggettive della Piaggio.

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