ROMA Incredibile. Salta tutto: l'accordo sui contratti e con esso l'Alitalia. Anzi no, l'Alitalia può rinascere. Quello che accade nell'arco di quattro ore ha veramente dell'incredibile: dopo una mattinata consumata attorno al tavolo di palazzo Chigi nel tentativo di arrivare ad una conclusione, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, presenta un "lodo" che impegna Cai e sindacati a firmare un pre accordo che, nella sostanza, lascia alle parti la possibilità di proseguire il confronto. E' lo stesso Letta a farsi garante dell'intesa raggiunta a settembre a palazzo Chigi. La proposta finisce quattro a cinque: firmano i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), lo respingono le associazioni professionali(i piloti dell'Anpac e dell'Up, gli assistenti di volo Avia e Anpav) e gli autonomi dell'Sdl. Il risultato non è quello atteso da Cai che, infatti, ritira l'offerta.
Salta tutto. O meglio, così sembra. Perchè alle cinque della sera arriva il ripensamento o il contrordine: i sindacati confederali tornano a palazzo Chigi per apporre la loro firma alla pre intesa. «Mica possiamo far fallire l'Alitalia...». Resta il "lodo" Letta, ma in più c'è la sigla dei confederali sul protocollo dei contratti. Con la possibilità di approfondire le varie tematiche. Una firma che permette a Cai di procedere ad un ripensamento: sì, può essere presentata l'offerta vincolante per l'acquisizione di Alitalia anche senza il sostegno delle sigle autonome. Roberto Colaninno adesso potrà far scendere in pista la nuova compagnia. Se poi potrà decollare è tutto da vedere perchè senza piloti e gli assistenti di volo, ovviamente, gli aerei non possono volare. Vero è che vi sono "comandanti" hostess e steward iscritti anche a Cgil, Cisl, Uil e Ugl, però sono in minoranza. Ma è altrettanto legittimo l'interrogativo che sorge: quanto potranno continuare a sostenere l'eventuale braccio di ferro Anpac, Up, Avia, Anpav? E si assumeranno per intero la responsabilità di bloccare il trasporto aereo del Paese per rivendicare diritti, più o meno legittimi? In serata ancora Gianni Letta ha tentato di convincere le sigle autonome a sottoscrivere l'intesa facendo appello al loro «senso di responsabilità»: «C'è tempo fino alle 22 per dare una risposta». E mentre i rappresentanti dei confederali stazionavano a palazzo Chigi in attesa della firma definitiva, le cinque sigle dei piloti, degli assistenti di volo e dell'Sdl, si sono riunite per elaborare un'azione alla luce della nuova situazione ed hanno chiesto a Cai «un passo indietro sui criteri di esclusione sociale. Solo con modifiche sostanziali a ciò che è stato proposto potremmo tornare al tavolo per firmare i contratti». Più tardi, in una nota, hanno sottolineato «l'evidente non conformità dei testi con quanto concordato con l'azienda e il governo. Ciò comporta, tra l'altro, un deciso aggravio delle penalizzazioni in capo ai lavoratori sia in termini occupazionali che contrattuali, negando altresì ogni possibile prospettiva di lavoro alle migliaia di precari...I sindacati quindi ribadiscono tutte le loro perplessità rispetto al percorso fin qui effettuato e...confermano la loro indisponibilità a sottoscrivere stesure contrattali difformi rispetto agli accordi dei contratti di lavoro del personale già sottoscritti».
Al di là dell'epilogo della vicenda, resta la frattura tra le organizzazioni di categoria testimoniata dalle dichiarazioni dei sindacalisti. Secondo il leader della Uilt, Giuseppe Caronia «è stata evitata una tragedia sociale. Forse qualcuno non se ne è reso conto o non se ne vuole rendere conto. Abbiamo messo fine a una condizione di incertezza che pesava sulle famiglie». Secco il numero uno della Fit/Cisl, Claudio Claudiani: «Non ci sono più spazi per i rilanci». Secondo il segretario della Filt/Cgil, Franco Nasso «una buona parte dei problemi è alle nostre spalle, siamo nella traccia dell'accordo di settembre». Roberto Panella (Ugl): «La strada del fallimento era una strada concreta e questo ci ha indotto a firmare».