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Pescara, 15/05/2026
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Data: 05/07/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Di Pietro: Anas, separare gestione e vigilanza

ROMA - «Vogliamo un'Anas più competitiva ed efficiente di cui essere orgogliosi». Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, dopo le accuse lanciate contro la società sulla gestione delle risorse e la conseguente apertura di un'inchiesta giudiziaria, è tornato ieri a parlare del ruolo dell'Anas ipotizzandone «una rivisitazione»: la gestione delle strade alla società e la vigilanza al ministero. E Anas si prepara al cambiamento. Il consiglio d'amministrazione di oggi dovrebbe discutere della bufera che ha travolto la società guidata da Vincenzo Pozzi: in particolare il collegio dei sindaci e i revisori dei conti avrebbero predisposto una relazione in cui si ribatterebbe una per una alle accuse di Di Pietro. Solo a questo punto, ristabilita quella che il cda ritiene essere la verità dei fatti, Pozzi e i consiglieri potrebbero annunciare l'intenzione di mettere a disposizione il mandato. Non prima di aver ottenuto l'approvazione del bilancio nell'assemblea che si terrà tra 15 giorni.
Intanto, sempre oggi, la commissione Lavori pubblici del Senato delibererà un'indagine conoscitiva sulla situazione dell'Anas, così come proposto dal senatore Paolo Brutti (Ds), che valuterà anche lo stato delle concessioni autostradali in Italia. Proprio ieri Di Pietro ha incontrato l'Aiscat, l'associazione delle società di gestione delle autostrade in concessione, per vedere «come reimpostare convenzioni e concessioni autostradali». L'idea è quella di una «convenzione quadro»: nuove regole, da fissare entro l'anno, da far entrare in vigore in occasione della rinegoziazione o della scadenza delle concessioni, regolando anche i conflitti d'interesse tra i vari gruppi.

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